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Classi pollaio, Marotti apre uno spiraglio: «Chiederemo una deroga per l’insularità»
La presidente della conferenza per l’educazione: «Ci sono i limiti per consentire un numero minore di studenti in aula»
PORTOFERRAIO. La conferenza zonale per l’educazione e l’istruzione si muove per evitare l’accorpamento delle classi negli istituti superiori elbani. Un argomento che l’organismo aveva già all’ordine del giorno della riunione dello scorso 19 aprile, dopo i vari contatti con il mondo della scuola e le segnalazioni giunte da parte di alcune famiglie. Una volta conosciuta la situazione attuale e quale sarà la modulazione rispetto alle classi del liceo classico e scientifico, dovuta al basso numero degli studenti iscritti e all’altrettanto esiguo numero dell’organico assegnato «la conferenza ha concordato di chiedere una deroga per l’insularità – informa Chiara Marotti, presidente della conferenza e assessore all’istruzione del comune di Portoferraio – che rende oggettivamente impossibile agli studenti rivolgersi a istituti scolastici in altri ambiti territoriali».
Le “articolazioni” delle classi in base all’organico assegnato interessano sia l’Isis Foresi che l’Itcg Cerboni. In pratica, secondo le normative vigenti, considerando anche il calo demografico, sull’isola si potrebbe prospettare l’impossibilità di attivare gli indirizzi meno richiesti che però, come ha ribadito la conferenza zonale dell’istruzione, risultano importanti e fondamentali non solo per lo sviluppo del territorio elbano, ma anche in quanto indirizzi necessari per la formazione culturale e personale degli studenti che non trovano altre opzioni sull’isola.
«Faremo anche riferimento – continua Marotti – alla legge quadro per le isole minori che è in corso di approvazione, perché possano essere riconosciute le peculiarità del nostro territorio e chiederemo una deroga all’ufficio scolastico regionale e alla Regione Toscana, in modo da esservi inseriti. Abbiamo la possibilità di chiedere una deroga rispetto al numero degli studenti all’interno della formazione delle classi».
Marotti sostiene che il Ministero dell’Istruzione, insieme a quello delle Finanze, stia lavorando per fare in modo che i territori che rientrano in alcuni indici – relativi ad esempio alla dispersione scolastica, al calo demografico, al fattore di disagio e socio culturale ed economico – possano portare all’inserimento in una lista che possa permettere una diversa formazione delle classi, consentendo un numero più basso di studenti.
«Andremo quindi a lavorare a varie questioni – termina – sia sul massimo organico previsto che sui diversi indicatori che andranno a creare una sorta di graduatoria per far si che alcuni territori possano rientrare in queste deroghe».
Uno spiraglio che potrebbe essere risolutivo per gli istituti elbani che a questo punto non dovrebbero più fare i conti con lo spauracchio dell’accorpamento delle classi e tutti i problemi che questo comporta.
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