Gioco
È morto Pecchia, storico medico di famiglia
Aveva 91 anni, è stato il dottore di fiducia e un punto di riferimento nei quartieri operai del Cotone e del Poggetto
PIOMBINO. In tanti lo ricordano entrare nelle case con la sua borsa da medico, nel quale a quei tempi i dottori tenevano davvero una piccola farmacia portatile. Modi gentili, grande competenza: una presenza rassicurante per tantissimi pazienti che si rivolgevano a lui per dei problemi di salute. Sono passati tanti anni da quando il dottor Gianfranco Pecchia è andato in pensione, eppure il suo ricordo è rimasto vivo nella mante di tanti piombinesi. È per questo motivo che la notizia della sua morte ha lasciato un velo di malinconia.
Gianfranco Pecchia aveva quasi 91 anni. Era nato a Piombino il primo luglio del 1931, da genitori semplici e poveri. Era un brillante studente che aveva frequentato le classi del liceo scientifico Carducci e poi si era iscritto alla facoltà di medicina dell’Università di Pisa. Studiava in treno e – gli piaceva vantarsene – senza mai comprare un libro.
Una volta laureatosi e diventato dottore in medicina, diventò il medico di fiducia di tutto il Cotone e il Poggetto, i quartieri operai della nostra città. Fu accolto bene grazie all’efficace opera di pubbliche relazioni della suocera. Medico generico ma anche sportivo e legale, aveva svolto la professione con grande capacità e intuizione: un diagnosta fantastico. Grande pokerista e amante della storia, era un uomo pieno di passioni come le auto d’epoca, la barca, il buon cibo.
Pecchia era un uomo del suo tempo, avrebbe voluto figli maschi, ma spiegava quasi incredulo e tutto orgoglioso di avere due figlie (Elena e Barbara) intelligentissime e poliglotte, conservando le loro lauree al sicuro arrotolate dentro la sua. Tanti i commenti e i ricordi che color che conoscevano il dottor Pecchia hanno lasciato in calce alla notizia della sua scomparsa, riportata dalla figlia Elena. «Il nostro dottore, un medico vero, ci ha guarito e salvato la vita; mi piace pensare che la sua energia ora è libera di continuare a guarire», ha scritto Elena, una piombinese che conosceva il dottore. «Ho avuto il piacere di conoscerlo. Persona eccellente, concreta, disponibile, affabile. Lo ricorderò così e con piena stima», aggiunge Alessandro. «Oltre che un grande medico, una brava persona», scrive Tino. Tanto affetto, per un medico che in molti definiscono «mitico». La messa sarà tenuta nella Chiesa della Misericordia oggi pomeriggio alle 15.30.
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