Il Tirreno

Quando al circolino si teneva la cerimonia del premio letterario Carlo Betocchi

Martina Pietrelli ritira il premio nel 1995
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Martina Pietrelli ritira il premio nel 1995

L’emozione dei partecipanti nella sezione per le scuole nelle testimonianze dirette e nei ricordi dei familiari

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PIOMBINO. Tra la manifestazioni culturali ospitate nel Circolino delle Acciaierie, ci sono alcune delle cerimonie conclusive del Premio letterario “Carlo Betocchi” Città di Piombino. Fare memoria del ruolo svolto dallo spazio di via Piave, obiettivo del gruppo Manifesto per la cultura, ha portato alcuni dei protagonisti a rievocare anche questa pagina di un passato così importante.

Martina Pietrelli ricorda: «Era il 16 dicembre del 1995. Avevo 18 anni e frequentavo l’ultimo anno del Liceo Classico di Piombino. Al Circolino delle Acciaierie quel pomeriggio si teneva la cerimonia di premiazione dei vincitori del premio letterario “Carlo Betocchi” Città di Piombino, un premio rivolto agli studenti piombinesi, con varie categorie di concorso. Io fui premiata come migliore traduzione dal greco all’italiano del brano dell’Iliade in cui Priamo, re di Troia, supplica Achille di restituirgli il corpo di suo figlio Ettore, per dargli sepoltura. Ricordo le poltroncine di velluto blu della platea, tanta gente e il palco illuminatissimo sul quale salii emozionata per ricevere il premio. In prima fila ad assistere era seduto il poeta Mario Luzi, ospite d’onore della giornata. Così, una volta ricevuto il premio e letta la mia traduzione, andai da Luzi che si alzò, mi strinse la mano e mi chiese come mi chiamavo, facendomi i complimenti. Avevo il foglio della traduzione appena letta in mano e glielo consegnai, chiedendogli l’autografo. Lui scrisse “A Martina con grande simpatia e molta stima. Mario Luzi 16.12.95”. L’ho conservato come le cose sacre, e oggi lo condivido qui con chi leggerà questa memoria. Perché i luoghi sono fatti di storie personali, prima che di elementi fisici. Abbandonarli significa sempre e comunque perdere una parte di noi».

Anche Edi Pasian ricorda il giorno della premiazione di suo figlio allora quattordicenne, Dario Lorenzi.

«Dario faceva la terza media ed era stato premiato per una traduzione dal tedesco nell’ambito del Premio “Carlo Betocchi”. La premiazione si svolse al Circolino delle Acciaierie, credo che fosse il 1995 mentre le prove si erano svolte nella sede del vecchio liceo “Leon Battista Alberti” in via Tellini.

Ho un ricordo molto bello di quella giornata, condiviso anche con tutti gli amici e parenti che avevano partecipato. Oltre al piacere per il risultato della prova, fu particolarmente emozionante vedere Dario, che fino a quel momento era sempre stato molto introverso e timido, parlare in pubblico in un’occasione così importante, con scioltezza e disinvoltura, come non aveva mai fatto. Parlò a lungo e con sicurezza, perfettamente a suo agio e questo ci rese felici».



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di Redazione web