Gioco
Il Cerboni a lezione alla Coop per capire la filiera delle carni
Gli studenti della quinta dell’istituto tecnico accolti nel punto vendita di viale Tesei. «Un percorso per formare sul campo i futuri tecnici del settore agroalimentare»
PORTOFERRAIO. Consumo consapevole, rispetto per la natura, la salute e il consumatore. Sono i temi affrontati dalla classe quinta del tecnologico agrario dell’istituto tecnico Cerboni, diretto dalla preside Alessandra Rando, in un progetto in collaborazione con il supermercato di Unicoop Tirreno di Portoferraio di viale Tesei. Il punto vendita ha accolto nei giorni scorsi i ragazzi con un incontro gestito dalla capo negozio Sabrina Ballone, dal responsabile carni Unicoop Mauro Romano, dall’ispettore del settore Massimo Patacconi e dall’assistente Mauro Vanni nell’ambito del progetto “Saperecoop-educazione al consumo consapevole” che ha coinciso con il programma didattico portato avanti dai docenti Alessandro Orsini e Gaetano d’Angelo su allevamento e distribuzione delle carni degli animali.
Gli alunni coinvolti sono stati Federico Anselmo, Caterina Castelli, Lorenzo Colandrea, Luca Concu, Lorenzo Inglese, Jacopo Medici, Leonardo Paoli, Francesco Petito e Leonardo Soria.
«Il nostro scopo – hanno detto i responsabili della Unicoop – è quello di dare agli studenti informazioni sul tema della filiera delle carni a marchio, con riferimento anche alle tematiche correlate alle scelte di consumo, che comprendono aspetti di carattere etico, ambientale, di contesto territoriale e della qualità del prodotto. Abbiamo fatto capire cosa significa far parte della filiera Coop: gli impegni presi dai fornitori, l’attenzione al benessere degli animali e la sostenibilità ambientale. Il tutto perché c’è la massima attenzione nei confronti della salute dei consumatori. Non a caso tra le altre cose gli allevamenti che coinvolgiamo sono “antibiotic free” e “no ogm”».
L’impegno si è articolato in due incontri nel mese di marzo: il primo in Dad e il secondo in presenza, presso il punto vendita di Portoferraio . Nella prima fase sono stati introdotti i concetti relativi alla metodologica del consumo consapevole, mentre con la visita al supermercato è stato fatto osservare il reparto della macellazione e della vendita, fornendo informazioni pratiche sul trattamento delle carni».
«Anche in classe con il nostro programma abbiamo analizzato le tipologie di allevamento, i vari aspetti del benessere animale e come questi siano strettamente legati alla qualità finale del prodotto – precisa Orsini –. L’incontro con una filiera, nell’area di vendita Coop, ha permesso di scoprire come agisce la grande distribuzione organizzata. In tal modo, dopo la teoria, abbiamo potuto osservare e riflettere su una filiera delle carni reale, capire ogni aspetto e gli impegni per garantire la qualità del consumatore finale. In concreto i ragazzi hanno appreso quanto sia importante l’utilizzo del marchio, come strumento per la trasmissione di specifiche informazioni al consumatore finale, come il marchio “Fior fiore Coop” che prevede il non utilizzo di antibiotici e il non utilizzo di ogm, e sono state spiegate ai ragazzi anche le varie tipologie di taglio della carne. Questo percorso servirà per preparare i futuri tecnici della filiera agroalimentare per rispondere alle nuove sfide di qualità del prodotto finale richiesto dai consumatori».
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