Gioco
Da oggi l’automedica è in servizio all’Elba fase sperimentale per i prossimi 6 mesi
Parte il progetto che ha sollevato dubbi e contestazioni: niente medici nelle ambulanze ma su un mezzo apposito
PORTOFERRAIO. Non è la guardia medica. Tanto meno la tac o il reparto di terapia sub-intensiva. L’Asl Toscana nord-ovest annuncia un nuovo servizio per la sanità elbana, ma non è quello sperato. Anzi, è uno dei progetti più contestati. Dalle 8 di oggi è cominciata la sperimentazione dell’automedica allElba. L’equipaggio è composto da medico, infermiere e autista soccorritore, quest’ultimo messo a disposizione dalle associazioni di volontariato. È la prima esperienza di questo tipo – la fase sperimentale nell’isola durerà sei mesi – in particolare per la presenza della figura del soccorritore con funzione di autista. Una soluzione prevista dalle ultime disposizioni regionali contenute nella legge 83 del 2019.
La sperimentazione durerà sei mesi e la partenza del mezzo avverrà dall’ospedale di Portoferraio. Per la Asl si tratta di un passo avanti importante e un miglioramento del servizio anche perché, come spiegato in passato dalla direttrice generale Maria Letizia Casani, «l’auto-medica potrà dare una mano, quando non è in servizio, al pronto soccorso». Proprio questo preoccupa tanti elbani che lo ritengono non un rafforzamento ma un indebolimento del servizio di emergenza-urgenza. In particolare si sottolinea come il medico possa rispondere a un’eventuale richiesta che arriva dal territorio, se sta già visitando un paziente in ospedale.
Critiche che non hanno fatto cambiare idea all’Asl che aveva annunciato la novità nell’ultima visita elbana dell’assessore regionale alla Salute, Simone Bezzini, e che ha evidenzia anche ieri come «già l’organizzazione attuata fino a oggi nei mesi invernali, con un’ambulanza medicalizzata che ha sede a Portoferraio e una serie di ambulanze senza medico che ruotano sui comuni del territorio nelle sedi delle associazioni di volontariato, ha garantito una copertura adeguata del territorio».
Una linea sottolineata ancora una volta da Casani che, sempre ieri, presentando il nuovo servizio, ha sostenuto come si tratti «di un importante arricchimento con il mantenimento anche di tutti gli “stand by” per le ambulanze di soccorso di base attualmente operativi sul territorio».
«I vantaggi per la popolazione saranno evidenti – ha aggiunto la direttrice dell’Asl –. Prima di tutto, l’automedica consentirà al medico con infermiere e soccorritore di muoversi più velocemente per raggiungere le varie zone dell’isola; inoltre, vista la presenza nell’equipaggio di due professionisti sanitari e di un soccorritore di livello avanzato, si otterrà una capacità assistenziale che non ha uguali su alcun mezzo di soccorso in Toscana».
«Sarà poi possibile soccorrere a livello avanzato più pazienti contemporaneamente e ospedalizzare quelli più gravi con entrambi gli operatori sanitari a bordo dell’ambulanza senza dover abbandonare l’automedica – prosegue Maria Letizia Casani –. Infine, ci sarà la possibilità che un solo operatore sanitario segua un paziente sull’ambulanza di appoggio, lasciando l’automedica con l’altro professionista e l’autista ancora operativi per eventuali ulteriori attività. Insomma, un servizio più agile, rispetto a quello che può essere fornito con un’ambulanza medicalizzata, qualificato e di alto livello, per venire incontro alle esigenze della cittadinanza».
Alle parole di Casani fanno eco quelle di Angelo Zini, presidente della conferenza dei sindaci per la sanità: «Si tratta di un servizio importante per i nostri cittadini». Il sindaco di Portoferraio – ormai organico all’Asl tanto da intervenire direttamente nei comunicati aziendali – aggiunge che «il progetto è incentrato sull’introduzione del nuovo modello di automedica ma prevede anche la rimodulazione della rete del soccorso su tutto il territorio coinvolgendo i sette comuni dell’isola d’Elba, con una pianificazione dei servizi per i mesi invernali e un rinforzo operativo per i mesi estivi quando, vista la spiccata vocazione turistica dell’isola, si registra un incremento significativo della popolazione e quindi degli interventi di soccorso».
Insomma, per l’azienda sanitaria e per la politica locale l’automedica permetterà di rendere il sistema ancora più efficiente e moderno. sarà il campo a dire chi abbia ragione o meno. Va invece sottolineato come tutto taccia, invece, su altri servizi sanitari annunciati già lo scorso dicembre e ribaditi all’inizio del mese di marzo.
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