Carciofi a residui zero tra innovazione, sostenibilità e mercato
L’esperienza della cooperativa di produttori Terre dell’Etruria. Domani al centro del convegno all’auditorium Sefi dalle 10
VENTURINA. «Le chiavi dell’agricoltura del domani sono sostenibilità, innovazione e giovani, perché sia un settore di impiego qualificato e necessariamente connesso alla tutela ambientale». Così il presidente della cooperativa Terre dell’Etruria Massimo Carlotti alla vigilia del convegno in programma domani nella cornice dell’auditorium Sefi a Venturina Terme, alle ore 10. Iniziativa che di fatto apre il mese della manifestazione “Carciofo pride”, dedicata con varie sfaccettature a una delle colture di punta della Val di Cornia. Eloquente il titolo del convegno: “Carciofo: innovazione, sostenibilità, mercato”.
«Il futuro è di chi sa prendersi cura della terra con le braccia e con la testa – prosegue Carlotti –. Terre dell’Etruria ha destinato fino ad oggi 70 ettari alla coltivazione dei carciofi, di cui 50 dedicati alla linea Residuo Zero. Più di 3 milioni di carciofi Terom lasciano ogni anno i campi dei nostri soci, ossia circa il 50 per cento di tutti i carciofi commercializzati in Toscana».
Il convegno si propone come un’occasione di approfondimento a tutto tondo sulla coltivazione del carciofo, che in Val di Cornia ha il suo cuore. Le ultime stime disponibili parlano di coltivazioni su 400 ettari. Parteciperanno Carlotti, Paolo Simonelli, responsabile commerciale ortofrutta Terre dell’Etruria, Cesare Ferrero, presidente Sogemi Spa, società di gestione dei mercati all’ingrosso di Milano e la sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati.
Al centro degli interventi saranno poste le questioni della sostenibilità e del monitoraggio dei processi produttivi, con uno sguardo necessariamente rivolto alle sfide del domani. «La strada è ancora lunga – sottolinea il presidente Terre dell’Etruria Carlotti –. Stiamo già lavorando a nuovi progetti che abbracciano a pieno la tematica della sostenibilità, provando a migliorare sempre di più la qualità dei nostri prodotti e il benessere dei soci e dei consumatori finali. In un mondo che corre a un ritmo folle, intraprendere questa strada è l’unica soluzione per cercare di cambiare concretamente l’andamento delle cose».
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