Il Tirreno

Liuba, scampata dalla guerra cerca insegnanti d’italiano per i bambini dell’Ucraina

Stefano Bramanti
Una casa distrutta alla periferia di Nizhyn, città da cui Liuba (a destra) è arrivata all’Elba
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Una casa distrutta alla periferia di Nizhyn, città da cui Liuba (a destra) è arrivata all’Elba

La 35enne, sfuggita alle bombe grazie a una chiamata di lavoro all’Elba, coordina l’accoglienza dei connazionali nel comune di Porto Azzurro 

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A Porto Azzurro l’accoglienza e gli aiuti pro Ucraina vedono impegnata in prima linea Liuba, una 35 enne che vive all’isola da 11 anni e ha un figlio. Raccoglie aiuti materiali destinati ai profughi. Assiste tre famiglie del suo paese ai Sassi Turchini. Cerca insegnanti volontari e prova a organizzare una festa per raccogliere fondi. «L’Elba mi ha salvata dal rischio dalla guerra in corso – racconta al Tirreno –. Ero tornata nella mia città, Nizhyn vicino a Kiev, ma il 23 di febbraio mi hanno telefonato da Capoliveri per darmi lavoro e così la mattina del 24 (il giorno in cui è cominciata la guerra, ndr) sono ripartita dall’aeroporto di Boryspil».

«Senza quella chiamata sarei rimasta bloccata nel conflitto e avrei rischiato molto: già nel pomeriggio sono iniziati i bombardamenti sulla mia città – prosegue –. Per ringraziare Dio e l’Elba, una volta tornata qua ho deciso di aiutare il mio popolo. La gente deve aprire il cuore e capire gli orrori che sta subendo il mio paese: morti, violenze e distruzioni. Conosco amici disperati che sto cercando di aiutare con tutta me stessa. Piangono e io con loro: non hanno da mangiare e ci sono molte anziane rimaste sole. La solidarietà vera può salvare tante vite».

Liuba si è fatta avanti alla manifestazione pro Ucraina organizzata a Portoferraio nei giorni successivi allo scoppio della guerra e il sindaco Angelo Zini l’ha avviata al servizio di volontariato. In seguito ha preso accordi con Maurizio Papi, primo cittadino di Porto Azzurro, e con l’assessora al sociale Gisella Guelfi che le hanno dato un locale, nei pressi del campo sportivo del paese, per accogliere gli aiuti. Non solo, è stata messa a disposizione anche la struttura dei Sassi Turchini creata anni fa da don Andrea Faberi di Firenze per l’accoglienza di ragazzi svantaggiati nell’estate. Qui alloggiano tre mamme con i loro bambini: Marina con la figlia di 11 anni Margherita; Inna con un bimbo di 6, Nikita; Natalia con Emilia di tre anni. Gli uomini sono rimasti in Ucraina a difendere il paese

«È importante lavorare tutti insieme per far crescere la solidarietà – dice Liuba –. Tanti altri mi danno una mano per gestire gli aiuti. Il volontariato è una bellissima esperienza che sto vivendo intensamente». Le 3 famiglie ai Sassi Turchini sono aiutate anche da Sara che aiuta molto ogni giorno. Ci sono i bambini da accudire. Liuba sta cercando di organizzare degli aiuti per loro e fa un appello perché un’insegnante volontaria venga a fare lezioni di italiano, anche perché ai ragazzini serve la scuola. «Le madri non hanno voluto iscrivere alla scuola pubblica i figli- dice la volontaria – perché sperano che la guerra finisca il prima possibile, ma chissà se sarà così. Per ora io le aiuterò facendo da traduttrice e se qualche docente in pensione si presta, organizzeremo per questi bimbi delle ore di scuola presso la struttura di accoglienza. Poi sto cercando di organizzare una festa in loro onore, con una bella cena. Potranno intervenire tutti gli ucraini dell’isola, che parteciperanno gratuitamente, mentre gli italiani pagheranno per dare un contributo a queste donne, che hanno bisogno di soldi per vivere, anche se portiamo a loro regolarmente alimenti, medicine e tanto altro che molte persone generose consegnano nel locale presso il campo sportivo di Porto Azzurro. Chi vuole portare qualcosa di utile mi può chiamare al mio cellulare 327 9404415, così apro i locali di raccolta con un appuntamento. Spero di farcela e di non crollare, aiutatemi».

Il cammino della solidarietà verso chi è fuggito dalla guerra prosegue, Liuba e altri volontari dell’isola si stanno impegnando al massimo, una corsa contro il tempo.



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