Sicurezza
Cornetto e bombolone più cari «Colpa dell’olio di girasole...»
Le pasticcerie alle prese con il caro prezzi delle materie prime. «Facciamo fatica anche a trovarle»
PIOMBINO. Paradossalmente è un periodo dal retrogusto amaro per chi di professione dispensa dolcezza. Le pasticcerie si dichiarano infatti in difficoltà a causa del rincaro di tutte le materie prime indispensabili alla realizzazione di bigné, paste o bomboloni e come se non bastasse alcuni prodotti tra cui l’olio di semi di girasole e la carta, ad esempio quella a stampo per la produzione delle colombe pasquali, stanno diventando difficili da reperire tanto che per queste ultime, chi può fa tesoro delle scorte provvidenzialmente fatte nel 2021. «È un continuo rincaro- dice Alessandra Ferrari, “Chiccheria” – e se non utilizzo l’olio di girasole per la preparazione dei dolci è invece necessario per le fritture, in particolare per la festa del papà ne è stato consumato molto e i fornitori mi hanno detto di prenotarlo perché il prezzo è talmente alto che non fanno più magazzino, inoltre viene mandato in quantità contingentata per riuscire ad accontentare tutti». L’olio, come ci spiega la pasticcera di Salivoli. non è irreperibile (sebbene alcuni stiano facendo fatica a trovarlo) , solo che le cifre raggiunte sono veramente assurde. Per capire di cosa stiamo parlando, l’olio di semi di girasole attualmente costa 3,98 euro al litro, quello di arachide 4,20 euro al litro, cui va aggiunto il 4% di iva. E si tratta di prezzi all’ingrosso. «Calcoliamo - aggiunge Ferrari - che nella mia friggitrice entrano circa 25 litri per capire quanto mi viene a costare ciò che produco. Oltretutto parliamo di olii che hanno un tempo di vita limitato. Noi lo testiamo con delle provette per vedere se è esausto, perciò è necessario cambiarlo spesso e con queste cifre… Inoltre è rincarata la margarina e tutto ciò che deriva dall’olio. Sono stata costretta ad aumentare di 10 centesimi le brioches al banco, per ora ho mantenuto il prezzo del caffè e persino delle torte, ma non è facile».
Come se non bastasse, oltre a farina, zucchero, latte, olio, stanno aumentando anche le uova in modo costante e settimanale. «Sulle uova c’è stato un aumento del 5% – dice Rita Masi, pasticceria Amanti – e l’olio di girasole, il cui prezzo è raddoppiato in poco tempo, inizia a scarseggiare come tutti i prodotti provenienti dall’Ucraina. Quest’anno abbiamo difficoltà anche a trovare la carta da forno per la base della colomba da 750 grammi, anche questa viene centellinata tra le varie pasticcerie come tutti i prodotti cartacei. La verità – prosegue – è che le scorte dei prodotti, ad esempio la farina, ci sono ma purtroppo risentono degli aumenti del costo del carburante e del caro-energia. Noi non abbiamo ancora aumentato i prezzi perché la nostra pasticceria che esiste da 75 anni, è a conduzione familiare ed il fondo di nostra proprietà, altrimenti sarebbe impossibile non applicare dei piccoli rincari».
Di pasticceria in pasticceria, cambia lo spettacolo in esposizione, ma non il coro di allarme lanciato dai proprietari.
«Dopo aver assistito a continui rincari della materia prima – spiega Andrea Gherardini, pasticceria Magic Moment- siamo stati costretti a rivedere un po’i nostri prezzi applicando un aumento di 10 centesimi su tutti i prodotti, compreso il caffè». Resta il dilemma olio di girasole, sempre più introvabile. «Per fortuna abbiamo delle scorte in magazzino – dice – perché alcuni fornitori non lo mandano più ma è indispensabile per frittelle di riso, fiocchi, bomboloni. Speriamo che quando avremo attinto all’ultimo fusto il contesto sia nel frattempo cambiato».
«La situazione sta diventando problematica – sottolinea Cristina Anselmi, “Pasticceria Ansemi” – tra la carta, compresa quella per la realizzazione delle colombe che per fortuna conservavamo dallo scorso anno in buona quantità, le uova di gallina che aumentano praticamente all’ordine del giorno (tra le cause la carenza di mangimi a base di mais e cereali) e l’aumento delle materie prime, abbiamo dovuto rivedere il listino prezzi di alcuni prodotti, rincarandoli di 10 centesimi. È un disagio per tutti. Quanto poi all’olio di girasole – conclude- oltre ad essere razionato perché la richiesta è molto elevata, non tutti i fornitori riescono ad averlo. Quelli che si sono inseriti nel circuito recentemente restano a bocca asciutta ad appannaggio di chi ormai vi è da tempo».
Agli ingredienti citati da tutti gli intervistati Anselmi ne aggiunge un altro, facendoci notare che a breve potrebbe iniziare a salire anche il prezzo della frutta secca.
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