Il Tirreno

Piombino fa da modello, una struttura analoga attrezzata a Barcellona

Sara Chiarei
Roberto Bedini direttore dell’Istituto di biologia marina
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Roberto Bedini direttore dell’Istituto di biologia marina

Quando esperienza e competenze vengono presi da esempio ed esportati altrove. È ciò che accade all’Istituto di biologia marina di Piombino guardato con interesse da Barcellona

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PIOMBINO. Quando esperienza e competenze vengono presi da esempio ed esportati altrove. È ciò che accade all’Istituto di biologia marina di Piombino guardato con interesse da Barcellona, dove si pensa di realizzare un progetto analogo partendo da suggerimenti, spunti, idee e soprattutto da una stretta collaborazione con Roberto Bedini, direttore del centro piombinese. Negli anni Bedini ha svolto lavori sul controllo ambientale marino in collaborazione con i dipartimenti di Fisiologia e biochimica e di Scienze dell’ambiente e del territorio dell’Università di Pisa e fa parte dell’Editorial board di numerose riviste internazionali (ha all’attivo 105 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali) .

«Jesus Carbajosa della Fondazione Cousteau – spiega Bedini – ha contattato Mario Dogliani a sua volta membro della Fondazione con cui collaboro già da tempo, rivelando l’intenzione di concretizzare un istituto per la ricerca della biologia marina nel capoluogo della Catalogna. Così Dogliani, senza pensarci due volte gli ha proposto di venire a visitare il nostro, qui a Piombino, che grazie alla sua posizione strategica a picco sul mare e al materiale raccolto negli anni si presta a essere un esempio da imitare».

La Fondazione Philippe Cousteau è nata nel 1996 e, pur avendo sede a Madrid, possiede numerose delegazioni in tutta l’Ue, Sud America e altri Paesi e la sua attività è incentrata sulla protezione ambientale, biodiversità marina e sicurezza marittima. Venerdì scorso alcuni membri della Fondazione Cousteau si trovavano a Piombino per la conferenza Life-4-Medeca, occasione in cui è stato siglato un accordo con il Comune che ha identificato la città come la prima sede italiana per avviare un percorso di diversificazione economica e industriale, una sorta insomma di grande laboratorio. Lo stesso pomeriggio una delegazione ha fatto visita all’Istituto di biologia marina e avviato un percorso di collaborazione. L’obiettivo è riuscire a realizzare un istituito come quello che Bedini dirige dal 1998 anche a Barcellona dove, nel frattempo è già stata realizzata la struttura per accoglierlo, a poche centinaia di metri dal mare. Al momento un guscio vuoto, al cui interno i ricercatori spagnoli sperano di poter inserire strumentazione e materiale necessario nel più breve tempo possibile.

«Qui abbiamo in realtà già tutto l’occorrente pronto, in quanto qualche anno fa ci era stato commissionato dal Comune di Ventotene un progetto analogo, salvo poi non farne più di nulla anche a causa di una crisi politico-amministrativa che ha portato al commissariamento dello stesso ente – dice Bedini – . Disponiamo di una enorme quantità di materiale fotografico e pannelli con spiegazioni anatomiche che seguono un ordine sistematico, ovvero partono dalle spugne per arrivare ai mammiferi. Oltre a questo dovranno dotarsi di microscopi per i laboratori come quelli che possediamo noi».

Ovviamente, il materiale per quanto necessario rischia di restare fine a se stesso senza una preventiva formazione. «Per quanto mi riguarda – conclude Bedini – mi sono reso disponibile a recarmi a Barcellona per istruire i biologi che dovranno lavorare nell’istituto». Intanto, prosegue l’attività didattica del centro piombinese da anni meta di studio del liceo tedesco di Mechernich. A maggio hanno già prenotato uno stage presso la struttura i Licei di Bagno a Ripoli, Pontassieve, Ravenna e alcune scuole secondarie di primo grado di Firenze.

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