Il Tirreno

Ameriga ha perduto il suo Sky. Ora il nido dei falchi è a rischio. Da mesi si sono perse le tracce del maschio, anche se un giovane esemplare può rimpiazzarlo

Cecilia Cecchi
Ameriga (a destra e in primo piano) con Isaia in uno scatto compiuto dalla fotocamera posizionata sul nido
◗
Ameriga (a destra e in primo piano) con Isaia in uno scatto compiuto dalla fotocamera posizionata sul nido

«La nostra Ameriga sul nido, ma Sky è sparito da due mesi, non sappiamo cosa gli sia successo. Sola, lo chiama insistentemente. Siamo tristi per questa situazione, speriamo che un altro maschio possa prendere il suo posto, altrimenti la nidificazione salterà: sarebbe una grossa perdita per questa specie»

4 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. «La nostra Ameriga sul nido, ma Sky è sparito da due mesi, non sappiamo cosa gli sia successo. Sola, lo chiama insistentemente. Siamo tristi per questa situazione, speriamo che un altro maschio possa prendere il suo posto, altrimenti la nidificazione salterà: sarebbe una grossa perdita per questa specie». Dalla pagina social dell’Oasi Wwf riserva naturale regionale Padule Orti Bottagone scatta l’allarme sui falchi pescatori. Il nido senza più il suo maschio e è rischio.

Poi, all’improvviso, la svolta. «Con Ameriga nel nido ora c’è Isaia nato come lei alla Diaccia Botrona, ma qualche anno dopo» dice Silvia Ghignoli, responsabile dell’Oasi. «Già un approccio importante» anche per Giampiero Sammuri biologo, presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, da sempre al centro degli studi che riguardano questi rapaci e ideatore del progetto “Falco pescatore”, iniziato nel 2006: «Anche se – aggiunge Sammuri – non è sicuro che si possa arrivare a nuove schiuse. Isaia è giovane, nato a maggio di tre anni fa, diventa riproduttivo adesso».

Nella zona Padule, passando da Vignarca, “vecchio” ingresso dell’Oasi, i piccoli falchi pescatore sono nati di nuovo per la prima volta – dopo più di 40 anni di assenza – a fine giugno 2019. «Tre pulli. Billy poi è morto folgorato in Sardegna – ricorda Ghignoli – . Niente da fare neppure per Blue, mentre Bizet, perso il segnale Gps in Algeria, con gli ornitologi del progetto nazionale falco pescatore speriamo ancora sia rimasto a esplorare il deserto. Anzi potrebbe ritornare proprio in questo periodo».

Nel 2020 la covata di Ameriga e Sky non era finita bene: forse disturbata, la coppia aveva abbandonato uova e nido. «Ecco perché dallo scorso anno – conferma Ghignoli – c’è una telecamera che controlla in diretta il nido dei falchi 24 ore su 24, senza creare alcun disturbo, inviando immagini ai volontari. Così nel 2021 abbiamo potuto seguire ogni evento dopo la schiusa. Uno dei tre piccoli – racconta – è morto per il freddo e la pioggia di maggio, nonostante che la mamma cercasse di coprirlo. Gli altri due, Balù e Brandy, sono stati inanellati a fine giugno. Balù, quando ha preso il volo si è fratturato tutte e due le zampe».Falchi che cacciano volando sulla superficie dell’acqua, tuffandosi a catturare la preda. «Purtroppo – dice ancora Ghignoli – non siamo riusciti a recuperarlo e dopo la migrazione è morto in Sicilia, portato al centro di recupero rapaci troppo debilitato. Resta Brandy, non è chiaro se maschio o femmina, secondo il Gps in gran forma a Tolone».

«Sky è arrivato in Oasi nel 2016, non si sa da dove. Preparava due nidi sui tralicci da solo – spiega Ghignoli – ma gli mancava la femmina. Poi ecco Ameriga nel luglio 2018 e nel 2019 la prima nidificazione. Non abbiamo più visto Sky da gennaio e non sappiamo cosa può essergli accaduto. Qui ci sono fili della luce, la strada, le pale eoliche. Stava bene, è stato fotografato fino a gennaio insieme a lei. Succede che dei giorni non li vedi perché restano più verso il mare. Ma poi Ameriga ha cominciato a preparare il nido, riportando rami sul traliccio, in attesa, chiamandolo. Si sono avvicinati due maschi, ma lei li mandava via. Poi finalmente un falco pescatore è sceso, così abbiamo visto l’anello e il Gps. Si tratta di Isaia, nato alla Diaccia Botrona, dalla stessa coppia di rapaci».

Sono cominciati i voli di controllo con ritorno sul nido. «Hanno iniziato a studiarsi e conoscersi – sottolinea Silvia Ghignoli – speriamo». Falco pescatore, specie di rapaci che stava scomparendo dai nostri cieli, che è tornata a riprodursi in Italia grazie agli sforzi di conservazione. «La scomparsa di Sky? – riprende Giampiero Sammuri – dev’essere accaduto qualcosa perché le coppie in genere sono fisse e per tanti anni. Era successo a Eva alla Diaccia Botrona di scomparire dopo che aveva fatto coppia fissa con Primo dal 2014 al 2020: c’è voluto un po’di tempo perché venisse sostituita da un’altra femmina. Alla Diaccia, Geronimo e Pocahontas, genitori dei falchi di Orti Bottagone hanno già deposto quattro uova, evento eccezionale, tre deposti pure a Orbetello. Ameriga e Isaia fratelli? Succede non di rado nella specie». «Il problema – conclude – è che sebbene Ameriga stia provando “a spiegarsi” in tutti i modi, Isaia non ha ancora un comportamento “performante”, speriamo che piano piano lo apprenda. Ma abbiamo ancora almeno un mese di tempo utile per le deposizioni. O magari arriverà qualche altro maschio».

La natura cosa fare lo sa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web