Il Tirreno

Piombino, il nodo di Corso Italia: pavimentazione e nuovi arredi per cambiare il centro

Francesca Lenzi
Piombino, il nodo di Corso Italia: pavimentazione e nuovi arredi per cambiare il centro

Le associazioni di categoria illustrano le criticità e propongono soluzioni per il futuro

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Piombino. Corso Italia, vizi e virtù della strada principale del centro cittadino, filo rosso fra il centro storico e la fabbrica. Divisa idealmente in due, fra una parte pedonale e un pezzo (quello in direzione dello stabilimento) aperto al traffico, avrebbe bisogno di una riprogettazione. Lo chiedono da anni e anni un po’tutti: commercianti, residenti e, anche, associazioni di categoria. C’è un progetto che arriva a lontano. Esattamente dal 2007, per un restyling che prevede una nuova pavimentazione nell’area pedonale e arredi aggiornati. «Siamo alla fase della convocazione di un tavolo anche con le associazioni di categoria per discuterne meglio», ha detto l’assessora alle attività produttive del Comune di Piombino, Sabrina Nigro.

«Di questo progetto se n’è parlato più volte – afferma Francesco Pierucci, negoziante di Corso 41 e vicepresidente di zona Confesercenti – C’è stata qualche riunione, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, si sa. Sono cose lunghe. Un aspetto positivo, intanto, sono le facciate nuove in corso Italia. Bonus o non bonus la via ha adesso tutti i palazzi nuovi e, a impatto visivo, se uno alza di mezzo metro gli occhi, vede uno scenario migliore rispetto a prima. Quanto agli arredi che potrebbero sostituire quelli attuali, dovranno essere fissi e, chi verrà qua per fare un mercato o un evento simile si adeguerà, come avviene altrove. Via poi i marciapiedi che, in un’area pedonale, non ci fanno nulla. Quindi arredi con minor manutenzione possibile e illuminazione decente, bianca. Ora ce n’è una da anni 90 con lampade a più di dieci metri d’altezza. Un migliore arredo gioverebbe anche al mondo del commercio, ne sono convinto. D’altra parte di corso ce n’è uno e varrebbe la pena lavorarci per migliorarlo. Dovrebbe essere il biglietto da visita della città».

«Sono 15 anni che chiediamo a ogni giunta di ritenere prioritario corso Italia fra le opere pubbliche cittadine – spiega Marco Torchioni, presidente territoriale Confcommercio – E adesso stiamo seguendo con interesse gli avanzamenti che l’amministrazione sta facendo in quest’ottica. La volontà politica pare ci sia, ora sono da verificare gli elementi che comporranno il progetto sulla base delle necessità del commercio. La ripavimentazione prevista in qualche modo dovrebbe staccarsi dalla città vecchia ma, allo stesso tempo, dare un senso di continuità sulla passeggiata, come a San Vincenzo e a Follonica. Servirebbero poi una migliore illuminazione, panchine adeguate e verde pubblico. Ora come ora le criticità riguardano un tipo di arredo urbano che non asseconda l’idea attuale di centro cittadino, inteso come punto cruciale della città. Siamo fermi agli anni 70, con marciapiedi e asfalto. Per fortuna ci sono almeno le facciate nuove». E sulla parte del corso non pedonale – con le attività che si sentono di serie B – Torchioni afferma: «C’è l’auspicio che comunque si riesca a riportare maggiore decoro anche lì, ma parliamo in quel caso di una riqualificazione per più step. Mi auguro che lo spazio un tempo chiamato Città futura, venga liberato dal nulla che c’è adesso, in modo da riallacciare la parte vecchia di corso Italia al Cotone, con una ciclabile di 5 chilometri fino al Quagliodromo».

«Intanto si potrebbe iniziare dalle cose semplici, come la pulizia che ad oggi manca in corso Italia – le parole di Andrea Celati, presidente del Ccn – Tutte le attività che si svolgono nel corso dovrebbero, una volta finito l’evento, ripulire. E non avviene. Detto questo, nel nuovo progetto di corso Italia sarebbe interessante avere dei punti luce sulla strada, in modo da organizzare qualche iniziativa, come una mostra, ad esempio. Gli arredi? Beh, per migliorare quelli attuali basterebbe poco. Potrebbe riuscirci anche un bambino delle elementari. Poi dipende da quello che l’amministrazione vuol fare per questa strada che dovrebbe diventare il salotto buono di Piombino. Sarebbe, però, bene che chi parla di salotto andasse in giro per l’Italia e non solo, a vedere quali sono i salotti buoni per davvero. Quanto all’ipotesi di rendere pedonale anche la parte del corso in direzione della fabbrica, niente è impossibile, basta volerlo. Ma lì sarebbe da rivedere del tutto il piano del traffico ad oggi inadeguato. Per dire, a Milano la zona a traffico limitato parte quasi dalla tangenziale».

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