Il Tirreno

Cinghiale sbranato dai lupi la carcassa sulla spiaggia

Nella fotografia grande il cinghiale sbranato trovato sulla spiaggia di Calamoresca
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Nella fotografia grande il cinghiale sbranato trovato sulla spiaggia di Calamoresca

A Calamoresca un’altra prova della presenza dei predatori nell’area urbana Ghignoli (Wwf): «Non attaccano l’uomo, dobbiamo imparare a conviverci»

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PIOMBINO. La carcassa di un grosso cinghiale sulla spiaggia di Calamoresca. Proprio dove iniziano gli scogli verso la Casa Matta. Con un piccolo particolare: la parte posteriore dell’animale selvatico completamente sbranata da un predatore.

«Un lupo, di certo è stato un lupo». Paolo Bonistalli ne è certo. Lui, titolare del ristorante sulla spiaggia di Calamoresca, si è imbattuto nella carcassa del grosso animale ieri mattina. Ed è stato lui a segnalare il caso alle autorità. «Quel cinghiale peserà un’ottantina di chili – racconta – solo dei lupi sono in grado di fare questo. La parte posteriore dell’animale non c’è più».

Un animale selvatico sbranato nella spiaggia frequentata d’estate da centinaia di bagnanti. Se si guarda la foto l’effetto è strano. E invece è l’ennesima prova, se mai ce ne fosse bisogno, di come cinghiali e lupi, spinti dalla fame e dalla sete, si siano ormai avvicinati alla città, oltrepassando spesso il confine naturale che separa la macchia dell’area urbanizzata. Poco meno di un anno fa sui social fu pubblicata una foto di un lupo che, di notte, fu fotografato nell’area del parcheggio asfaltato al servizio della spiaggia. Il re del bosco a pochi metri dalla strada. Da allora le segnalazioni di tracce e avvistamenti si sono ripetute. Il motivo? La fame. Ne è sicura Silvia Ghignoli, responsabile del Wwf e componente del neonato Osservatorio Lupi Val di Cornia, creato proprio per monitorare la presenza del predatore nel nostro territorio. «Non si tratta di un fatto isolato – racconta Ghignoli, dopo aver appreso del ritrovamento della carcassa di cinghiale sulla spiaggia cittadina di Calamoresca – i lupi ci sono e scendono verso la città perché ad avvicinarsi all’area urbana sono i cinghiali. Non piove da una vita, gli ungulati hanno fame e sete e, non trovando quello che cercano, scendono dal bosco dove si trovano le case. A Calamoresca, così come a Villamarina. In generale in tutte le zone di confine con il bosco. L’importante è non dare da mangiare agli animali selvatici, questo sì che può essere un problema».

Gli avvistamenti dei lupi in prossimità delle aree urbanizzate si sono ripetute in questi mesi. Lo scorso mese di febbraio, ad esempio, alcuni operai della Jsw hanno fotografato alcuni esemplari che si aggiravano nella zona del vecchio altoforno dismesso. «I lupi sono dei predatori e fanno il loro lavoro – racconta Ghignoli – e meno male che ci sono, dal momento che contribuiscono a tenere sotto controllo il numero degli animali selvatici come i cinghiali che altrimenti sarebbero ancora più diffusi. Anche a me è capitato di imbattermi in un lupo mentre percorrevo un sentiero. Non sono pericolosi, hanno paura dell’uomo. Non dobbiamo spaventarci, ma trovare il modo di conviverci».



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