Gioco
«Jsw, blackout insostenibile sul futuro dell’industria»
Ieri a Roma l’incontro tra i vertici nazionali e locali dei sindacati Fim, Fiom e Uilm Tra le richieste fare chiarezza sull’interesse del gruppo Arvedi per Piombino
PIOMBINO. Lo definiscono «Blackout informativo insostenibile» ai danni del futuro economico e industriale di Piombino e del suo comprensorio. Ne accusano le istituzioni nazionali sottolineando l’assenza di un tavolo specifico e chiarificatore.
Per Fim, Fiom e Uilm nazionali e locali, e per il coordinamento Rsu Jsw steel Italy-GsI-Piombino Logistics, riuniti ieri a Roma, chiarezza non c’è. Responsabilità sì.
L’incontro di ieri rappresenta una delle tappe del percorso iniziato con la manifestazione congiunta con i lavoratori dell’ex Ilva di Taranto seguita dall’incontro al Mise che avrebbe dovuto essere a sua volta aggiornato con una ulteriore convocazione per conoscere l’esito della trattativa tra Invitalia e Jindal. Convocazione che ancora non c’è stata mentre si teorizza un eventuale piano B, alimentato dalle voci che darebbero il gruppo Arvedi interessato agli impianti piombinesi.
Nel corso della riunione si è fatta una valutazione della situazione impiantistica, produttiva, del livello di sicurezza nei luoghi di lavoro, delle scadenze delle concessioni portuali, dell’ultimo incontro di verifica al MiSE e degli impegni assunti dal Governo e dal gruppo JSW Steel Italy.
«E’ inaccettabile - si legge in una nota congiunta – l’assenza di un tavolo di confronto, mentre continuano a inseguirsi voci su una possibile proposta di progetto industriale “alternativo” (Leggi Arvedi ndr) presentata a Palazzo Chigi, come di un possibile affidamento di RFI della commessa per la produzione di rotaie a Jindal».
Fim Fiom Uilm nazionali si sono impegnate a sollecitare, a breve, la richiesta di riconvocazione al MiSE per un aggiornamento sulla vertenza.
Nel frattempo, a livello locale, seguiranno altre iniziative pubbliche con il coinvolgimento delle istituzioni locali, invitando anche quelle nazionali, e delle forze politiche. «A tutti – prosegue la nota – verrà chiesto di fare fronte comune con sindacati e lavoratori di Piombino per pretendere le risposte attese da tutti i cittadini della Val di Cornia».
In aggiunta al percorso nazionale, sono state effettuate, nelle scorse settimane, iniziative a livello locale definite importantissime che per i sindacati hanno consentito di aprire confronti con Comune di Piombino, Regione Toscana e Prefettura allo scopo di sollecitare l’individuazione di proposte e soluzioni alla vertenza dell’ex Lucchini «i cui lavoratori soffrono da molti (troppi) anni la difficile condizione economica degli ammortizzatori sociali e la mancanza di una prospettiva certa di medio e lungo periodo».
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