Toscana
Gas, industria e bonifiche. Il sindaco ha scritto al premier Draghi
Lettera di Ferrari dopo le indiscrezioni sul rigassificatore. «Il governo decida quale sarà il futuro della nostra città»
PIOMBINO. Non ci si fermi al gas. Se il governo vorrà realizzare a Piombino il rigassificatore, allora si attivi finalmente per risolvere le questioni irrisolte da troppo tempo che frenano lo sviluppo della nostra città. Si può riassumere in questo modo il pensiero del sindaco di Piombino Francesco Ferrari che, dopo alcuni giorni dall’indiscrezione lanciata dal Tirreno, interviene sull’ipotesi di realizzazione di un impianto per la trasformazione del gas, un primo passo che l’esecutivo pare intenzionato a muovere per ridurre la dipendenza del nostro Paese dal “tubone” che porta il gas dalla Russia e copre il fabbisogno nazionale per circa il 40 per cento. Il primo cittadino di Piombino ha scritto e inviato una lettera al presidente del consiglio Mario Draghi mettendo sul tavolo, sulla spinta dell’emergenza energetica, tutti i nodi da sciogliere su Piombino, dalla partita incerta sul futuro della fabbrica, fino alla necessità di sbloccare una volta per tutte le bonifiche ambientali.
Sindaco, con il passare delle ore è più chiaro il quadro intorno al rigassificatore che il governo potrebbe realizzare a Piombino?
«Giovedì ho avuto un colloquio con il presidente della Regione Eugenio Giani ed è emerso che effettivamente, al momento, di concreto ci sia poco e di dettagli non ce ne siano. A me piace parlare con cognizione di causa e quindi oggi è difficile entrare nel merito dando un giudizio su un progetto che non esiste. Non sappiamo neanche se si prenda in considerazione la realizzazione di un impianto off-shore oppure a terra. E in quest’ultimo caso non è chiaro dove dovrebbe essere installata la stazione. Quindi continuo a non pronunciarmi. Di fatto sappiamo però, lo ho appreso anche dalle parole del presidente Giani, che il governo nazionale sta valutando alcune soluzioni, tra cui c’è anche Piombino, per collocare un rigassificatore che potrebbe essere un elemento utile per arginare l’enorme problematica energetica nazionale».
Giani ha dato una disponibilità di massima, sebbene legata ad alcune condizioni. Il sindaco come la pensa?
«Mi sento di dire che in un momento così difficile per il nostro Paese, con uno scenario completamente trasformato rispetto a un mese fa, sia difficile ipotizzare che un territorio dica no all’ipotesi di un rigassificatore, soluzione pensata dal governo per ridurre le conseguenze negative di una situazione venutasi a creare con la guerra».
Ma non c’è alcuna preoccupazione rispetto all’ipotesi di un rigassificatore nel nostro territorio?
«La preoccupazione vera è che si pensi a Piombino per collocare un rigassificatore e basta. In realtà riteniamo che Piombino, lo dico da due anni e mezzo, abbia bisogno di una attenta considerazione da parte del governo nazionale. Mi riferisco ai princìpi che noi abbiamo elaborato nel Patto per Piombino. Il rigassificatore può essere un’ipotesi per questo territorio, ma a condizione che il governo non chieda solo un sacrificio alla città, ma che metta mano a tutto il pacchetto Piombino. Questa può essere l’occasione attraverso cui si portano a compimento quelle azioni che noi abbiamo chiesto a gran voce».
A quali azioni si riferisce?
«Il patto per Piombino condensa alcune priorità. Una è l’arretramento della fabbrica con la bonifica di tutte le aree che in parte dovrebbero essere destinate a cuscinetto della città e tante altre a nuovi insediamenti produttivi, visto che ci sono tante aziende che vorrebbero venire a Piombino per investire e invece oggi hanno difficoltà a reperire aree che possano essere idonee per le loro esigenze. Dall’altra parte sono previste azioni infrastrutturali e investimenti che possono essere culturali e di formazione. Tutti i princìpi che noi abbiamo enucleato nel patto per Piombino li rivendichiamo oggi, a maggior ragione visto che Piombino potrebbe essere un luogo dove una comunità dà la propria disponibilità per contribuire a risolvere un problema nazionale».
Quindi la speranza è che la questione gas possa accelerare delle scelte che devono essere prese?
«Sì, noi a gran voce abbiamo sempre chiesto ai governi, ai vari sottosegretari e ministri che si sono succeduti di analizzare Piombino nel suo insieme. Di non lavorare solo a un accordo di programma su Jsw, che ovviamente è un tema che deve essere affrontato con urgenza, ma di affrontare il tema Piombino a 360 gradi a partire dalle opera infrastrutturali, fino alla diversificazione, alle bonifiche, allo smantellamento della fabbrica, perché non è possibile che la fabbrica occupi ancora 600 ettari quando potrebbe lavorare in spazi di molto inferiori. Ritengo che non sia possibile che la città viva sotto il ricatto di un’azienda, quando in realtà molte sarebbero le imprese che vorrebbero investire qua non solo in ambito siderurgico. Questo secondo noi è il momento di definire una volta per tutte il futuro della nostra città. Il rigassificatore può essere l’elemento ulteriore per far capire al governo come a Piombino serva un’azione forte che guardi all’interesse futuro del territorio. Piombino potrebbe essere un esempio di riconversione e rinascita economica».
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