Toscana
Aeroporto di Marina di Campo, gli studi preliminari saranno finanziati dalla Gat
I sindaci danno all’unanimità il via libera a una verifica di prefattibilità ambientale. Sì all’analisi della sostenibilità economica dell’ampliamento della pista a La Pila
CAPOLIVERI. La Gat scende in campo per l’aeroporto di Marina di Campo. Non con un sì o un no al progetto presentato da AlaToscana, ma con l’obiettivo di fare chiarezza sull’impatto e sulle reali necessità di prolungamento della pista. La Gestione associata per il turismo dell’isola d’Elba ha infatti deciso di finanziare due studi per capire quale sia il ritorno economico e il costo ambientale dei lavori nella struttura aeroportuale. Una decisione presa ieri all’unanimità dai sindaci dei sette comuni elbani.
Il primo studio finanziato dalla Gat è la “Valutazione socio-economica del progetto”. Sarà assegnato entro le prossime cinque settimane al Centro studi industria leggera (Csil) che lo realizzerà in partnership con la Tplan consulting srl. La prima è una società indipendente di ricerca economica e consulenza strategica fondata a Milano nel 1980. La seconda è un’azienda italo-polacco, con sede a Imola, specializzata nelle consulenze su trasporti e logistica. Il loro lavoro sarà quello di fare un’analisi dei costi e benefici del progetto. In particolare dovranno stabilire se vi sia una domanda di voli per l’Elba tale da giustificare o meno il progetto.
Questo studio sarà effettuato per primo e sarà propedeutico alla seconda analisi finanziata dalla Gat, ossia la prefattibilità ambientale. La consulenza è stata affidata alla Hydea spa di Firenze. La società di progettazione e consulenza con esperienza internazionale nell’architettura, nell’ingegneria delle infrastrutture, dell’ambiente e del patrimonio culturale dovrà approfondire le tematiche di impatto sull’ambiente (in particolare rumore e atmosfera), paesaggistici e socio-economiche legate al prolungamento.
La decisione di far realizzare valutazione socio-economico prima della prefattibilità ambientale risponde a una chiara logica. Qualora il progetto di ampliamento andasse avanti, dovrà essere comunque sottoposto a valutazione di compatibilità ambientale dal ministero per la Transizione ecologica. Lo studio sui costi-benefici serve invece a capire se vi sia un mercato di riferimento per il “nuovo” aeroporto di La Pila. Quindi a capire se un’eventuale assenso o opposizione della comunità elbana sia o meno giustificato.
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