Il Tirreno

40 donne in un anno hanno chiesto aiuto al Centro antiviolenza

Francesca Lenzi
40 donne in un anno hanno chiesto aiuto al Centro antiviolenza

La responsabile del servizio: «L’età è trasversale, si va dai 20 anni in su. Il nostro è soprattutto un lavoro di ascolto che porta consapevolezza»

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. «La violenza è una mancanza di vocabolario» ha detto il poeta Gilles Vigneault. Peccato che siano così tanti al mondo gli analfabeti che usano l’aggressività, sia fisica che psicologica, nei confronti delle altre persone. Spesso le vittime sono donne. Puntando la lente d’ingrandimento sul nostro territorio, il Centro donna antiviolenza di Piombino ha avuto nell’ultimo anno 40 accessi. In parole spicce, 40 donne, più o meno giovani, si sono rivolte al servizio della società della Salute dell’azienda sanitaria per avere un aiuto.

«Da noi arriva qualsiasi donna e l’età va dai 20 anni in su, considerando che non accogliamo minorenni per i quali esistono i servizi sociali – a parlare è Eliana Ghini, psicopedagoga e responsabile del Centro donna antiviolenza di Piombino (via Lerario 92, tel. 0565. 49419 email: centroantiviolenza@tiscali. it) – Questo è un mondo trasversale. Si va dai casi sociali già conclamati fino alle donne che vivono in famiglie “normali”. Prima di tutto il nostro è un servizio di ascolto. Le donne hanno bisogno di essere ascoltate, capite e credute. Poi offriamo anche consulenza legale per chi volesse intraprendere un eventuale percorso di separazione e, nel caso, dopo un primo consulto, può essere avviata una terapia psicologica. Soprattutto le donne hanno necessità di emancipazione, di libertà, di non sentirsi legate a un ciclo di violenza».

Il Centro donna antiviolenza è un servizio completamente gratuito gestito dalla cooperativa sociale Arcobaleno con due sportelli anche a Cecina e Portoferraio e che conta al suo interno personale altamente qualificato.

«Lavoriamo, e questo è importante dirlo, in rete, con il codice rosa, con i servizi sociali, con le forze dell’ordine, con le associazioni del territorio che ci sostengono molto – spiega Ghini – Siamo, inoltre, iscritti al 1522 e inseriamo i nostri dati nell’osservatorio regionale per una costante mappatura. Il numero di 40 accessi nel 2021 è in linea con gli anni precedenti. Parliamo di accessi in prima battuta. Poi seguono minimo altri due incontri, che possono allungarsi nel tempo».

C’è da dire che 40 donne all’anno che chiedono aiuto non sono poche considerando l’area di competenza. «No, non lo sono per nulla – afferma Ghini – Soprattutto se pensiamo che sono soltanto la punta di un iceberg del totale delle donne che subiscono realmente violenza. C’è da lavorarci e noi cerchiamo il più possibile di far conoscere il servizio. L’età delle donne che si rivolgono a noi si è abbassata nel tempo. Credo per una maggiore consapevolezza. Quanto a noi, abbiamo fatto open day in cui abbiamo invitato le scuole a visitare il centro. E, proprio in relazione al mondo scolastico, abbiamo dei progetti dall’infanzia alle medie, con laboratori per i più piccoli e i loro genitori, passando a incontri sulla prevenzione e conoscenza delle emozioni, fino allo sportello di ascolto».

«La violenza è di tanti tipi – prosegue Eliana Ghini – Quella psicologica è la più costante. La denuncia alle forze dell’ordine avviene, però, solo se c’è la volontà della donna. Noi non siamo figure autorizzate e questo è un bene che porta la persona a rivolgersi a noi prima di prendere qualsiasi decisione. Il nostro è un servizio intermedio per rendere consapevole la donna». Com’è il quadro a Piombino? Si può fare di più? «Si può sempre fare di più – conclude Ghini – ma dal 1998, anno di nascita del centro, siamo cresciuti molto, anche come modalità d’impatto. Parliamo di un lavoro delicato che richiede professionalità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web