Il Tirreno

 

Villa delle Grotte: nuove indagini per due settimane

Luigi Cignoni
Esperti al lavoro per studiare il sito delle Grotte
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Esperti al lavoro per studiare il sito delle Grotte

A maggio toccherà agli studenti dell’Università di Siena la conduzione di altre ricerche per almeno 21 giorni

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PORTOFERRAIO. Un nuovo impulso alla ricerca scientifica sul sito archeologico delle Grotte senza dubbio l’ha dato il recente ritrovamento di canalizzazione dell’acqua da fonte Murata ai depositi del complesso romano delle Grotte effettuato dallo scasso e dall’interramento dei cavi elettrici di Terna. Per questo, due specialisti topografici da giorni sono impegnati nel rilevamento di quello che, a tutt’oggi, viene definito il monumento archeologico romano più importante dell’Elba.

Si allontana sempre più l’ipotesi che il fabbricato, che la tradizione attribuisce alla potente famiglia patrizia romana dei Valeri, edificato alla fine del I secolo a.C. e frequentato sino alla fine del I secolo d.C., poco abbia a che fare con una villa (come lo si trova presentato in qualsiasi dépliant in circolazione) e sia invece sempre più un centro termale, secondo la tradizione romana. Non solo.

Parrebbe anche che esso fosse un punto logistico importante per il rifornimento e la distribuzione dell’acqua potabile sia alla popolazione che risiedeva sulla piana di San Giovanni, sia alle navi commerciali che transitavano su questo tratto di mare. A rivelarlo era stato lo stesso Franco Cambi, direttore scientifico degli scavi archeologici, nel corso della chiusura della terza campagna di scavi alle Grotte, affermando che dai reperti rinvenuti non era stata trovata nessuna «plausibile attinenza con una dimora residenziale romana», bensì con ambienti che avevano a che fare con la presenza di acqua. E anche molta.

«I due specialisti – spiega oggi Cambi – stanno utilizzando i nuovissimi ricevitori Gnss multicostellazione Emlid Reach Rs 2 sia sul pianoro, sia sugli altri livelli di costruzione che si affacciano sul golfo di Portoferraio. Una volta completata questa indagine, si concentreranno a monte in direzione di fonte Murata e verso monte Orello da dove veniva captata l’acqua sorgiva e, attraverso canalizzazioni e successivi altri passaggi veniva fatta confluire alle Grotte. In pratica, questi due ricercatori si avvalgono di strumenti topografici di ultima generazione, che permettono loro di georiferire rilievi complessi con facilità e precisione centimetrica in pochi secondi».

Si tratta di specialisti nel loro settore che è stato possibile utilizzare grazie a un finanziamento ottenuto dal dipartimento di scienze storiche e dei beni culturali dell’università di Siena insieme al contributo dell’associazione “Archeologia Diffusa, ambiente, paesaggi, società”.

Gli esperti rimarranno sull’Isola ancora due settimane. Poi, a maggio toccherà agli studenti di Franco Cambi dell’Università di Siena condurre altre ricerche per circa 21 giorni. «Infine concluderemo le indagini – termina Cambi – il prossimo ottobre».

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