Sicurezza
Povertà, più di 200 famiglie in difficoltà
L’effetto della pandemia si sente: sono in aumento i numeri di pacchi alimentari e generi di prima necessità distribuiti
PIOMBINO. Cresce il numero dei bisognosi sul nostro territorio e si confermano le due grandi emergenze: quella abitativa e quella lavorativa, preesistenti alla pandemia ma che il Covid ha indubbiamente contribuito ad acuire. Secondo recenti dati sarebbero 28.467 le persone che tra settembre 2020 e aprile 2021 hanno dovuto rivolgersi ai servizi offerti dalle varie diocesi regionali in cerca di aiuto (+47,4% rispetto al periodo precedente).
«Nel 2021 – dice Cristina Guerra, presidente della conferenza di Piombino della San Vincenzo de’ Paoli – abbiamo seguito 161 famiglie per un totale di 630 persone, 65 per cento stranieri e il restante 35 per cento italiani. Al momento seguiamo nuclei familiari che vanno da una fino a nove persone e oltre ai tradizionali pacchi alimentari da pochi mesi a questa parte abbiamo aperto un emporio solidale, presso la chiesa della Madonna della Neve, che si pone l’obiettivo di fornire le basi di una corretta educazione al consumo restituendo nel contempo anche una maggiore dignità, oltretutto evitando inutili sprechi che talvolta si possono verificare con il pacco in caso vi fossero contenuti prodotti di cui si dispone già o che non si è soliti utilizzare. Siamo pertanto presenti con i nostri volontari – prosegue – nell’ambito del progetto del coordinamento opere caritative insieme alla Caritas nella gestione dell’emporio (lunedì pomeriggio e mercoledì mattina) e nella raccolta e distribuzione vestiario e scarpe (il lunedì e il giovedì mattina)».
Concretamente ogni nucleo familiare dispone di una tessera personalizzata in cui vengono accumulati dei punti conteggiati rispetto al numero dei componenti e dei bambini presenti. «Ognuno – continua Guerra – sa che in un mese ha la possibilità di consumare un certo numero di punti spesa. In questo modo si cerca di far capire il valore di pasta, legumi e di tutti gli altri prodotti, ovviamente qualcuno apprezza i consigli più di altri e, sebbene questo tipo di processo educativo richieda tempi di assimilazione piuttosto lunghi, devo ammettere che sta funzionando».
La Caritas specifica che attualmente sono settanta le famiglie (sia italiane che straniere) ad usufruire dell’Emporio, cui hanno accesso a seguito di un incontro con il Centro di Ascolto in cui si chiede di presentare l’Isee ed esporre la propria situazione familiare. Si tratta di persone costrette a fare i conti con povertà, disoccupazione, salari insufficienti, violenze, svantaggio linguistico-culturale, disagio psicologico. «Per quanto riguarda il centro di ascolto – riferiscono dalla Caritas – rappresenti il cuore pulsante delle nostre attività stimolando la comunità locale a prendersi cura della povertà del territorio, cerchiamo di far fronte anche alle richieste “materiali” rispondendo ai bisogni che emergono dai colloqui: aiuto per il pagamento delle bollette, ma anche spese sanitarie, bombole del gas per scaldarsi e cucinare e contributo per il pagamento affitti». Sì, perché tanto l’organismo pastorale quanto l’associazione di volontariato concordano nel sostenere che a Piombino la vera emergenza non sia quella alimentare. «Nell’ultimo biennio – sottolinea Guerra – gli aiuti sono aumentati grazie alla generosità dei cittadini, perciò il vero problema non è il cibo ma il binomio casa/lavoro, aggravatosi proprio con i due anni di emergenza sanitaria».
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