Il Tirreno

Case per gli sfollati e catena di aiuti. L’isola si mobilita per il popolo ucraino

Antonella Danesi
“Pace” e “No alla guerra”: alcuni degli striscioni della manifestazione (Foto Gio’ Di Stefano)
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“Pace” e “No alla guerra”: alcuni degli striscioni della manifestazione (Foto Gio’ Di Stefano)

Ieri nuova manifestazione di protesta nella darsena medicea. Oggi la riunione del Coc per coordinare l’invio dei primi aiuti

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Portoferraio. L’Elba si mobilita per l’Ucraina. Anche ieri pomeriggio, nonostante il vento e il freddo, un folto gruppo di persone si è unito alla comunità ucraina radunata per organizzare aiuti concreti per i loro connazionali sul Molo Elba a Portoferraio. E, come al flash mob di sabato pomeriggio, erano presenti molti elbani in segno di vicinanza e solidarietà al popolo ucraino.

Quello che in questo momento chiedo gli ucraini che hanno deciso di vivere all’Elba è un aiuto per portare sostegno in qualunque modo ai loro connazionali. Stanno ad esempio organizzandosi per farli scappare dalla guerra e ospitarli in Italia e all’Elba. E l’isola ha detto si e si è già messa al lavoro.

La risposta a questa richiesta è stata immediata e subito, già dal Molo Elba ieri pomeriggio, si è messa in moto la macchina della solidarietà. Gli enti e le associazioni che erano presenti sul molo con volontari e rappresentanti hanno dato la loro disponibilità insieme ai cittadini e alla parrocchia del Duomo (sul molo anche don Sergio Trespi) per organizzare già dai prossimi giorni una raccolta di tutto quanto sarà necessario per dare supporto alla popolazione invasa. Taras Sayko, portavoce della comunità ucraina, ha condiviso il dolore e la preoccupazione con i presenti. «È difficile capire come possa accadere oggi una cosa simile, questa guerra, questa tragedia». Durante l’incontro è risuonato l’inno nazionale ucraino. La comunità locale lo ha intonato per ricordare i loro connazionali con cui sono in stretto e costante contatto, anche se la situazione si fa sempre più difficile.

L’unico modo per aiutarli da qui è organizzare una catena di aiuti. Oggi in comune a Portoferraio è stata indetta una riunione del Coc (il Centro operativo comunale) per capire come organizzare gli aiuti. L’idea è quella di stilare per prima cosa una lista dettagliata di quello che viene richiesto (coperte e medicinali sono tra le prime opzioni) e di organizzare dei punti di raccolta presso i locali in concessione alle varie associazioni, tra Portoferraio centro e la periferia. Saranno stabiliti gli orari di raccolta in cui i diversi volontari si daranno il cambio. Tutte le comunicazioni saranno divulgate tramite la pagina Facebook del comune di Portoferraio che fin da subito si è messo a disposizione, come aveva già annunciato il sindaco Angelo Zini sabato pomeriggio.

Organizzata anche l’accoglienza. Ci sono già disponibilità ad accogliere donne e bambini. Alcuni privati hanno messo a disposizione i appartamenti secondo quanto ha annunciato Sayko. Per i rifugiati saranno aperte anche alcune stanze nella casa rifugio Samyra. I contatti e le trattative si stanno intensificando, l’organizzazione è in via di definizione e nei prossimi giorni prenderà il via.

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