Il Tirreno

il conflitto in ucraina  

Prima la pandemia, ora la guerra: «Tegola per il turismo»

Luigi Cignoni;
Il presidente degli Albergatori Massimo De Ferrari
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Il presidente degli Albergatori Massimo De Ferrari

Elba, il presidente degli Albergatori Massimo De Ferrari: «Ripercussioni? Le peggiori sono quelle legate ai costi di energia e materie prime»

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PORTOFERRAIO. «Seguiamo con apprensione, come del resto tutti in Italia, quanto sta accadendo in Ucraina. Il quadro generale si evolve di ora in ora, di giorno in giorno, ma per le nostre aziende, almeno per il momento, non ci sono problemi da segnalare. Semmai, stando allo stato attuale delle cose, appare più un problema interno all’Ucraina, che altro. Almeno finora. Discorso diverso è legato all’aumento dei costi energetici che già si sta facendo sentire».

Massimo De Ferrari, presidente dell’associazione degli Albergatori dell’Elba, sta alla finestra a seguire gli sviluppi della situazione. «Sia chiaro – aggiunge – i russi hanno un’incidenza di frequentazione nelle nostre strutture ricettive pari al due/tre per cento rispetto al totale del nostro movimento turistico. Niente più, né di meglio. Sono invece assai più presenti nel turismo nautico e negli hotel a cinque stelle». Passata la pandemia (o quanto meno ridotta nelle sue potenzialità virali), tutto lasciava presuppore che si aprissero scenari senza altre preoccupazioni che non avrebbero fatto sentire il loro contraccolpo sull’andamento della prossima stagione ormai alle porte. Ecco che adesso si apre lo scenario della guerra alle porte dell’Europa. «Il momento attuale – considera sempre il presidente degli Albergatori dell’Elba – è molto importante, perché in questo periodo la potenziale clientela dovrebbe decidere la sua destinazione futura per le prossime ferie nella bella stagione. Ora ci poniamo la domanda di come queste persone potrebbero reagire alla nuovissima situazione. Certo che siamo preoccupati per le conseguenze delle sanzioni economiche che verranno imposte». È da qualche lustro che gli albergatori hanno deciso di frequentare le Fiere internazionali del turismo che si organizzano nei Paesi dell’Est europeo. «Sì, ma soprattutto – precisa sempre De Ferrari – in Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria. Per vedere gli effetti della guerra bisognerà attendere la Pasqua ortodossa che cade il 24 aprile, quando solitamente si muovono i turisti russi. C’è tutto da aspettarsi che le presenze risentiranno delle tensioni internazionali». Ma ciò che temono maggiormente gli albergatori elbani è il costo del gas e delle materie prime che provengono da questi Paesi. «Mi pare scontato – commenta il presidente – che non riusciremo a contenere calmierati i prezzi. Ma saremo costretti ad aumentarli. Aumento che sarà quantificabile attorno al 30 per cento. A meno che il governo non decida d’intervenire, autorizzando un prezzo politico. Solo in questa maniera, si riuscirà a contenere l’aumento (previsto per questa stagione post pandemica) dei prezzi al 10 o al 15%. Sarebbe già questo – conclude Massimo De Ferrari – un bel traguardo».


 

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di Redazione web