Il Tirreno

il futuro dell’acqua 

Nuovo dissalatore a Piombino, c’è lo stop dei sindaci: «Prima l’indipendenza idrica dell’Elba»

Manolo Morandini
Nuovo dissalatore a Piombino, c’è lo stop dei sindaci: «Prima l’indipendenza idrica dell’Elba»

Nei pozzi del continente continua ad avanzare il cuneo salino, ogni anno all’Isola vengono forniti 4 milioni di metri cubi 

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Acqua dal mare per dissetare la Val di Cornia? Sul progetto di costruire un dissalatore a Piombino i sindaci della Val di Cornia vogliono vederci chiaro e chiamano all’appello il gestore del servizio idrico integrato Asa Spa e gli amministratori elbani. La questione del bilancio idrico del continente mette alle strette gli isolani e l’azienda. Chiedono scelte sostenibili e ragionate. «È necessario affrontare in modo aperto il problema dell’indipendenza idrica dell’isola, senza cui non è possibile parlare della prospettiva di realizzare un ulteriore dissalatore a Piombino». Questa la linea del sindaco di Piombino Francesco Ferrari, Alberta Ticciati (Campiglia Marittima), Paolo Riccucci (San Vincenzo), Jessica Pasquini (Suvereto) e Alessandro Scalzini (Sassetta).

Continua l’avanzata del cuneo salino, ovvero il movimento di acqua dal mare verso l’entroterra attraverso il sottosuolo. A indicarlo è la quantità di cloruri nei pozzi della Val di Cornia che alimentano l’acquedotto. Tanto che l’emungimento nel campo pozzi di Coltie è stato progressivamente ridotto per spostarsi in località Macchialta. Stando alla fotografia del gestore del servizio idrico integrato Asa le soluzioni messe in campo e quelle immaginate non saranno risolutive. Al punto che viene indicato come necessario dall’azienda, per mettere in sicurezza il sistema, la costruzione di un dissalatore.

«Di fronte a questo scenario le istituzioni di ogni livello hanno la responsabilità di condividere con i territori un piano chiaro di riduzione dei consumi e degli sprechi e di rigenerazione della falda – affermano i sindaci –. L’estremizzazione dei fenomeni atmosferici connessi al cambiamento climatico costringe a una pianificazione ancora più attenta della risorsa e impone ad ogni livello un approfondimento progettuale inedito. È in questo contesto che chiediamo a tutti i soggetti coinvolti di dare seguito nei tempi più brevi possibili alle misure previste dal Contratto di fiume, che possono dare una risposta concreta alle carenze idriche strutturali del nostro territorio».

Chiedono di aprire un confronto aperto e trasparente sul problema idrico. «Il nostro territorio ogni anno alimenta i consumi estivi dell’Elba dove la realizzazione del dissalatore contribuirebbe in modo sostanziale a riequilibrare il bilancio idrico della Val di Cornia – sottolineano –, ma viste le controversie rispetto a quest’opera è necessario affrontare in modo aperto il problema dell’indipendenza idrica dell’Isola, senza cui non è possibile parlare della prospettiva di realizzare un ulteriore dissalatore a Piombino, di cui non conosciamo neanche lo studio di fattibilità e sul quale ribadiamo la necessità di confrontarsi e approfondire tutti gli aspetti in campo per poi arrivare a una possibile scelta avendo tutti gli strumenti per poterla fare in modo consapevole e fondato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web