Sicurezza
Bruni dice addio alla presidenza Parchi
Formalizzate in una lettera le dimissioni dalla carica che ricopriva da febbraio 2020: «Crescenti impegni professionali»
PIOMBINO. Saluta la Val di Cornia Alessandro Bruni. È del 18 febbraio la lettera con cui annuncia le sue dimissioni dalla carica di presidente della Parchi. Motivo? I crescenti impegni professionali, sintetizzandone i contenuti. Ma in controluce c’è dell’altro. Che il manager livornese dovesse fare un passo indietro era nell’aria da mesi. Almeno da novembre, quando il sindaco di Piombino Francesco Ferrari ha dato gambe al suo terzo rimpasto della squadra di giunta in due anni e mezzo.
Le incognite non mancano. Ma chi guarda a quello scenario trova una prima conferma proprio nel passo indietro di Bruni. Lo scossone dato da Ferrari alla maggioranza in autunno è sembrato voler ribilanciare il peso delle forze che lo sostengono e ritrovare il feeling con la Lega. E chi si è chiesto dei mancati strascichi politici in scia all’uscita di scena del vicecoordinatore provinciale di Forza Italia, l’assessore all’Urbanistica Gianluigi Palombi, con l’ostinato silenzio del suo partito, c’è chi ha immaginato la ragione in casa della società partecipata, di cui Piombino è il principale azionista con circa il 61 per cento del capitale. Insomma, Forza Italia potrebbe essere in qualche modo “risarcita” di quel vulnus con Luca Ardenghi, non uomo di partito ma di area, attuale vicepresidente di Casalp, sulla poltrona di presidente della Parchi.
Le incognite non mancano. E il tempo trascorso indica più di una difficoltà a comporre il quadro immaginato. Tanto che alla fine Bruni si è sfilato dopo che il consiglio di amministrazione Parchi ha licenziato il conto economico previsionale 2022. Del resto, la nomina del consiglio di amministrazione Parchi (Cda) , tra i cui componenti viene nominato il presidente, si è rivelato tutt’altro che semplice in scia alle elezioni amministrative di maggio 2019. Il precedente Cda, scaduto a inizio 2019 era stato prorogato per evitare vuoti gestionali. Fino alle dimissioni deliberate l’11 novembre. Ma alla composizione della nuova squadra si è arrivati solo a febbraio 2020. Un gioco di equilibri tra i sindaci dei Comuni soci per comporre la squadra a cinque su cui Piombino ha fatto pesare la sua forza in termini di socio di maggioranza assoluta. Oltre a Bruni, formazione da filosofo e un lungo bagaglio lavorativo in veste di manager e consulente d’impresa, il geometra bresciano Mauro Tognoli, attuale amministratore delegato Parchi, e la commercialista piombinese Laura Vanni, a cui è affidata la carica di vicepresidente. Del Cda fanno parte anche Roberto Grossi, laureato in Scienze politiche ed ex presidente di Federculture, in quota Campiglia Marittima e l’imprenditrice nel settore agrituristico Beatrice Massaza, indicata da San Vincenzo.
L’uscita di Bruni potrebbe aprire a un passaggio in due tappe. Nei tempi necessari a individuare una figura condivisa a cui affidare la presidenza, rivedendo anche l’attuale distribuzione delle deleghe, e coltivando un clima di maggiore condivisione tra i Comuni soci il timone potrebbe essere affidato all’amministratore delegato Tognoli.
“Crescenti impegni professionali non mi consentono in questa fase di dare alla Parchi Val di Cornia l’attenzione gestionale di cui necessita in questo delicato passaggio dall’emergenza verso una fase prospettica di sviluppo, non facile da cogliere quanto necessaria”. Così Bruni apre la sua lettera di dimissioni in cui ripercorre i due anni da presidente Parchi evidenziando i risultati raggiunti.
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