Il Tirreno

protesta civile davanti al comune 

«Nostro figlio adesso è sempre più spaventato fatelo tornare a casa»

Cecilia Cecchi
La coppia di genitori col cartello di protesta davanti al Comune
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La coppia di genitori col cartello di protesta davanti al Comune

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PIOMBINO. «Sempre spaventato, lo sento dalla voce, ogni volta che parlo con mio figlio più grande al cellulare da dove si trova adesso. Basta!». Questo continua a ripetere a tutti davanti al Comune la mamma preoccupatissima. Insieme a lei c’è il babbo del ragazzo. La coppia, separata da anni, sempre insieme nella lotta per il benessere dei due figli oggi di 16 e 14 anni. «Da sette anni sono in affido. Ora la situazione è insostenibile» raccontano. Non riportiamo i nomi dei protagonisti della protesta per non rendere riconoscibili i minori.

In via Ferruccio per far conoscere agli amministratori e alla città una storia tanto complicata quanto dolorosa. I figli della coppia, ancora minorenni, seguiti dal servizio sociale di Piombino dalla nascita del secondo nel 2008. Nel 2015 i due ragazzi vengono allontanati cambiando diverse strutture. «Nel 2017 – ricorda la coppia – arrivano in una casa accoglienza dove tutto sommato la situazione funziona abbastanza bene. La difficoltà nelle visite resta sempre... ma è nel 2020 che il più grande viene ricollocato altrove, separato dal fratello. Qui comincia un periodo terribile per lui: non riuscivamo più neppure a contattarlo in videochiamata. Menomale poi è tornato col fratello ma poi, nel settembre 2021 è stato trasferito di nuovo. Punto e a capo con nuovi problemi: non si sente sicuro e minaccia di fuggire. Il servizio sociale non ci dà risposte».

Passa il sindaco Francesco Ferrari, si ferma: «Questa coppia e i loro figli – scrive via social – stanno vivendo una situazione complessa e delicata. Non entro nel merito delle vicende giudiziarie o dei motivi che hanno visto la famiglia dividersi ma sono convinto che ci sia un modo migliore per garantire il benessere dei minori rispetto a quanto sta accadendo. I due fratelli sono stati separati e vivono in case famiglia a centinaia di chilometri l’uno dall’altro e dalla famiglia di origine, ciò implica – prosegue – complicati e dispendiosi spostamenti ogni qualvolta hanno la possibilità di stare insieme. Non dubito della decisione delle autorità competenti ma penso che sia importante vigilare su come questo genere di situazioni vengono gestite per il bene delle famiglie e, soprattutto, dei minori. Quanto accaduto a Bibbiano e Forteto, solo per citare alcuni recenti episodi, deve essere d’insegnamento» sottolinea Ferrari.

Perché i due genitori questo desiderano: attenzione, aiuto. Fermi davanti al portone del Palazzo comunale mostrano il cartello con la foto dei figli. «Ogni volta che riusciamo a parlare col primogenito ci dice che vuole solo scappare. Cerchiamo di rincuorarlo – spiegano –. Ma sono sette anni che sono stati allontanati da noi. Cinque i procedimenti al tribunale dei minori. In tutto questo tempo li abbiamo potuti vedere davvero solo qualche ora alla settimana. Anche ora c’è un processo in corso per sollecitare che il più grande torni a stare con uno di noi. Nessuno si è ancora pronunciato. Siamo rammaricati. Ce li hanno portati via per tante problematiche e perché non potevamo accudirli come necessario. Siamo pronti a fare qualunque percorso ci venga indicato ma certo il più grande non può più restare dov’è così impaurito. Meglio a casa dove sicuramente sarebbe più tutelato».

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