Lutto
«Un caso delicato cavalcato per un pugno di like»
Dall’opposizione critiche al sindaco Ferrari per il commento sulla vicenda della coppia e dei figli affidati a un istituto
PIOMBINO. Una vicenda privata e molto delicata trasformata in un’occasione per fare propaganda. Si riassume in questo concetto la posizione di parte dell’opposizione in consiglio comunale, che ha attaccato duramente il sindaco di Piombino Francesco Ferrari. Alla base della polemica l’iniziativa di protesta messa in atto la mattina di lunedì davanti al municipio da una coppia piombinese. I due – non riveliamo i nomi per non rendere identificabili i figli minorenni – si sono presentati sotto la sede del Comune con dei cartelli in mano per chiedere di riavere con loro i figli che, in seguito a quanto stabilito dal giudice dei minori – sono stati affidati da tempo a un istituto della Toscana. Quello che viene contestato al sindaco Ferrari è di essere intervenuto sul proprio profilo Facebook, facendo nome e cognome del padre dei due minorenni e commentando pubblicamente l’iniziativa di protesta. «Suggerirei al sindaco – scrive Anna Tempestini, capogruppo della lista Anna Tempestini sindaco – di essere più prudente in merito a situazioni che vedono coinvolti minori per i quali ci sono pronunciamenti da parte del giudice minorile e dei servizi sociali con i quali il sindaco stesso è tenuto a colloquiare. Ci sono situazioni particolarmente delicate sulle quali non si deve a mio parere rischiare le speculazioni che i social sono portati a sollevare».
Dello stesso avviso Laura Bardi, capogruppo del Pd: «Il vecchio detto che a volte il silenzio è oro, lo trovo sempre molto attuale. Quando in ballo ci sono minori e vicende familiari non conosciute, sentenze del giudice minorile e servizi sociali attivati, la prudenza nelle esternazioni non farebbe male. Ci sono ruoli e responsabilità. L'istituzione ha il compito di collaborare con i servizi sociali, ma almeno per una volta avrebbe fatto bene a lasciare i post "strappalike" da una parte, e tenere a mente che in fondo alla catena di questa vicenda ci sono dei minori, che di tutto hanno bisogno fuorché di pubblicità su Facebook. Tralascio poi il riferimento con Bibbiano e Forteto, per non scadere a mia volta in una strumentalizzazione inutile». «Se non ha fiducia in quei servizi sociali ha gli strumenti per contrastarli senza esporre la vita di un bambino sui social – attacca anche il segretario della Federazione val di Cornia Elba del Pd, Simone De Rosas – un sindaco ha prima di tutto responsabilità e doveri. Quella roba di Bibbiano poi, è pure passata di moda».
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