Il Tirreno

 

Completati i lavori di restauro nella chiesa di Santa Chiara

Luigi Cignoni
Il soppalco ligneo del coro con l’organo settecentesco del Tonci nella chiesa di Santa Chiara
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Il soppalco ligneo del coro con l’organo settecentesco del Tonci nella chiesa di Santa Chiara

Terminato l’ultimo lotto della ristrutturazione coordinata dall’architetto Mazzei con il rifacimento delle pitture sulle pareti laterali e frontale della navata principale

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MARCIANA MARINA. La chiesa parrocchiale di Santa Chiara d’Assisi è stata restituita al suo antico splendore, dopo che è stato eseguito l’ultimo lotto di restauro delle decorazioni alle pitture sulle pareti laterali della navata principale e sulla parete frontale interna. Lo ha realizzato la ditta “Marco Giuseppe Garoli” di Morbegno (Sondrio), con l’approvazione e la collaborazione dei vari funzionari della Soprintendenza di Pisa.

Lo rende noto Federico Mazzei, direttore dei lavori, che aggiunge di aver portato a termine l’incarico grazie all’impegno del parroco don Arkadiusz Paciorko e del Consiglio economico della parrocchia. Nella chiesa si trova tra l’altro il soppalco ligneo del coro con l’organo settecentesco del Tonci già restaurato in passato.

«Per quanto riguarda il restauro delle pareti della navata – dice Mazzei –, la prima fase di ritrovamento ha evidenziato delle criticità sulle condizioni di alcuni capitelli, che sono stati puntualmente consolidati. Si è trattato dell’ultimo intervento di ripristino rimanente, in quanto il resto della chiesa è stato già restaurato negli anni passati per arrivare oggi a completare l’ultimo settore rimasto. Nelle ultime zone restaurate abbiamo trovato delle campionature stratigrafiche che mettevano in evidenza la prima decorazione originale presa come riferimento nei lavori precedenti».

Tutto ha avuto inizio dai saggi preesistenti per avere un punto di riferimento sullo strato da riportare alla luce. La rimozione degli strati sovrapposti è stata effettuata meccanicamente, utilizzando il bisturi e i raschietti e con l’ausilio di acqua, per ammorbidire la materia. Le decorazioni originali sono state effettuate con tempera di calce e colori in terre naturali e rappresentano un fregio composto da riquadrature di diverse dimensioni e colori, con al centro dei motivi floreali. Al di sotto, il fregio è diviso da una cornice ocra, dalla quale parte una campitura verde serpentino

Nella parete ovest si trova la nicchia che ospita la fonte battesimale, decorata a finti cassettoni di tinta grigia sulla parte superiore a vista, mentre il resto è stato recuperato e integrato con velature ad acquatinta con acqua di calce e colori in terre naturali.

I cornicioni erano stati ricoperti, anch’essi da una pittura lavabile di color grigio scuro, asportando la quale, abbiamo trovato le decorazioni con le cromie originali. Dopo il lavaggio con acqua demineralizzata e spugne naturali, sono state stuccate le crepe, le fessure e le lacune con malte a base calce. La successiva reintegrazione pittorica è stata realizzata con velature di tempera di calce.

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