Gioco
Balletto di date sulle concessioni balneari
I titolari degli stabilimenti rivendicano la scadenza al 2029, sul punto c’è un ricorso ancora pendente al Tar della Toscana
PIOMBINO. A fare la differenza non sono solo le date. La questione delle concessioni demaniali in Costa Est assume contorni diversi. Qui, la spiaggia è legata a doppio filo alle attrezzature costruite a monte: bar, ristorante, infermeria, servizi igienici. Risultato di una scelta condivisa tra il Comune di Piombino e la società Parchi chiamata a gestire il parco naturale costiero della Sterpaia. Fare spazio al turismo attrezzato legando le concessioni demaniali ai cinque ambiti di servizio previsti nel piano particolareggiato. È sulla base di questo che nel 2002 si sono individuati gli assegnatari. L’orizzonte dei concessionari arriva al 2029. Eppure, resta spazio al dubbio. C’è un ricorso pendente al Tar della Toscana in cui si chiede che anche qui si segua la decisione del Consiglio di Stato in merito alla proroga delle concessioni demaniali marittime a fine 2023.
Spalle al mare. Occhi sulle concessioni. L’idea di potersi spingere in modo automatico al 2033, come immaginato prima del pronunciamento del Consiglio di Stato, è stata sgombrata dal tavolo già dall’azione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato che in scia alla decisione del Comune di Piombino ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Toscana. Un provvedimento quello dell’ente piombinese analogo a quanto adottato in molte altre realtà balneari a fronte di uno Stato che ha dato ripetute prove di non riuscire a riformare il sistema di rilascio e rinnovo delle concessioni per renderlo compatibile con il sistema di diritto europeo.
Chi da anni ha investito e costruito il suo orizzonte professionale in Costa Est non ha voglia di parlare. C’è però un punto che si sottolinea per chiudere il discorso e non scendere nell’agone: «Nel nostro caso non si tratta di proroghe». In pratica, a marcare la distanza da una contingenza che sta mettendo spalle al muro i titolari delle imprese balneari sarebbero le scadenze e gli automatismi previsti nel bando di gara del 2002 con cui gli imprenditori della Costa Est sono entrati in pista. I contratti con scadenza a 12 anni prevedevano il rinnovo per un analogo periodo e l’opzione per estendere la scadenza al 2029.
In attesa di conoscere quale sarà la soluzione per dare un orizzonte al settore resta da conoscere quale sarà il pronunciamento del Tar della Toscana sul caso piombinese. Il ricorso ha puntato il dito sulla determina del 21 maggio 2020 per l’estensione della scadenza al 31 dicembre 2033. A ruota si sono aggiunti altri motivi: la determina del 30 dicembre 2020 con cui negli ambiti di servizio della Costa Est sono state prorogate le concessioni asservite agli ambiti di servizio.
C’è anche un’altra questione e richiama il legittimo affidamento sulla scadenza delle concessioni per i balneari della Costa Est. Ovvero, la convinzione con cui le imprese, dopo aver investito per costruire le strutture previste nell’ambito di servizio agli inizi degli anni Duemila, hanno deciso di rilanciare. Il 29 ottobre 2018 tutto era sembrato precipitare. Divorato e inghiottito dalla furia di una tempesta inimmaginabile. Danni alla spiaggia, alle strutture balneari e al parco naturale. Si è temuto di essere ai titoli di coda. Invece, è stato l’inizio di una storia di rinascita. Imprenditori, Comune e Regione ciascuno per sé si sono rimboccati le maniche. Sono tornati gli ombrelloni. E i turisti. Gli imprenditori lo hanno fatto con l’orizzonte al 2029.
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