Il Tirreno

Sconcerto in città per la storia di Pasqualina

Luca Centini
Sconcerto in città per la storia di Pasqualina

Il corpo della donna è stato trovato dopo giorni dal decesso. Il sindaco: «Nessun altro dovrebbe vivere e morire solo»

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PIOMBINO. Ha destato sconcerto in città la notizia della morte della donna di 63 anni in località Montecaselli. Il corpo senza vita di Pasqualina Minora è stato ritrovato nella notte tra mercoledì e giovedì a pochi metri dal portone di ingresso della sua casa, nella prima campagna alla periferia della città. Probabilmente è stato un malore a ucciderla. È morta sola. E sola è rimasta anche per giorni dopo il decesso. Forse quattro, secondo i primi riscontri. Una tragedia della solitudine che ha toccato la comunità di Piombino. Una piccola città, dove ci si conosce un po’ tutti. Ma, come dimostra la storia della donna morta nella campagna di Montecaselli, dove c’è chi vive ai margini.

«Quanto accaduto alla nostra concittadina è evidentemente frutto della solitudine e della marginalità, fenomeno che, certamente, la pandemia ha contribuito ad acuire», ha spiegato il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, che ha commentato al Tirreno la notizia della morte della donna di 63 anni.

L’ex insegnante, che tuttavia non lavorava da alcuni anni, non era in carico ai servizi sociali. Invisibile quasi per tutti.

Nessuno, infatti, l’ha cercata dopo la morte, fatta eccezione per la sua anziana madre che abita lontano da Piombino. È stata lei a dare l’allarme ai carabinieri mercoledì sera. Provava a chiamare la figlia al telefono, ma lei non rispondeva. E quando i militari e i volontari della Misericordia di Piombino sono entrati nell’area di pertinenza della casa di Montecaselli, varcando il grande cancello d’ingresso, hanno fatto la triste scoperta. Il corpo senza vita della donna giaceva a terra.

«L’impegno del Comune nei confronti di chi ha bisogno di aiuto, economico e non solo, è massimo – fa presente il sindaco di Piombino Francesco Ferrari – ma c’è un tessuto di invisibilità che le istituzioni non sono ancora riuscite a raggiungere, nonostante gli enormi sforzi e il grande lavoro che anche le associazioni mettono in campo a questo scopo». Solo pochi giorni fa ha destato sconcerto la storia di Marinella Beretta, la donna di Como di 70 anni morta a causa di un malore mentre era seduta su una sedia nella sua casa. Il suo corpo è stato ritrovato dopo due anni e mezzo dalla sua morte. Una storia diversa rispetto a quella di Pasqualina, cercata dai familiari che abitavano lontano da Piombino, ma ai margini nella città in cui viveva dal 2013. I vicini la descrivevano come una donna molto riservata, sulle sue. Nessuno, però immaginava, che sarebbe morta in questo modo.

«Includere, accudire, supportare i cittadini in difficoltà – conclude il sindaco Ferrari – è un compito che istituzioni e comunità prendono molto seriamente e che vedrà un impegno ancora maggiore affinché nessun altro debba vivere o morire solo». Nelle prossime ore la salma della donna di 63 anni sarà trasferita nell’ascolano, dove vivono i familiari.

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