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Incuria, abbandono e il passare del tempo ecco come cresce una discarica sulla Gte
L’ex consigliere comunale portoferraiese Nurra: «Si affronta il problema ora, ma sono anni che chi deve fare resta fermo»
PORTOFERRAIO. A innescare il processo sono, come sempre, gli incivili. Ossia quelli elbani che, anziché conferire i rifiuti ingombranti in discarica, li abbandonano nella macchia mediterranea e nei boschi. Poi, però, subentra l’inerzia delle istituzioni e di chi dovrebbe porre rimedio alla maleducazione altrui. Il risultato è che le discariche abusive sulla Grande traversata elbana (Gte) crescono e non solo deturpano ma rilasciano nell’ambiente sostanze pericolose. È quanto denunciato da Riccardo Nurra. L’ex consigliere comunale di Portoferraio ci ha inviato le immagini e raccontato la storia di una discarica abusiva “nata” nel 2019 vicino al bosco di San Martino ed è ancora lì dopo tre anni.
«Già nel 2019 altri segnalarono il problema e io, da semplice cittadino, denunciai pubblicamente la spiacevole consuetudine delle discariche abusive – racconta Nurra sottolineando come l’allarme fosse e sia dovuto alla presenza, tra gli altri rifiuti, di eternit –. Ma allora chi doveva intervenire fece finta di nulla e tacque, come se il problema fosse di un altro».
«Anzi – prosegue – il direttore del Parco Nazionale rispose con una mail inviata a tutti i soggetti che potevano essere coinvolti, comunicando che non era corretto chiamarlo in causa non essendo la discarica di eternit di competenza del Parco perché, anche se era sulla strada della Gte, era appena fuori del suo confine».
Il risultato fu che nell’aprile del 2019 gli inerti e l’eternit furono coperti con un telo di plastica bianco e recintati. Un intervento che rappresentava poco più di una “toppa”: già a gennaio dell’anno successivo la “copertura” della discarica era stata cancellata dagli eventi atmosferici. Qualche mese dopo, a luglio dello stesso anno, la discarica era rinata in tutto il suo “splendore” e ancora oggi è lì in attesa di essere bonificata.
«Leggo con piacere – conclude Nurra – che finalmente si è pensato di affrontare il problema delle discariche abusive lungo il percorso della Gte (la Gat ha deciso di finanziare le bonifiche, ndr). Ma il tutto è a “scoppio ritardato” perché non si può certo dire che chi doveva affrontare il problema sia stato un campione di tempestività. Per il buon nome dell'Elba e del Parco, spero finalmente in un intervento tempestivo, definitivo confidando nel contempo in controlli più severi».
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