Il Tirreno

E adesso a tutto rock “A sangue freddo”

La copertina di un cover della band. Un’esibizione dal vivo della band “A sangue freddo”
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La copertina di un cover della band. Un’esibizione dal vivo della band “A sangue freddo”

«La nostra musica è uno stile di vita» Cover e inediti con tanta adrenalina

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“A Sangue freddo”: il loro rock per raccontare la vita, ma con una nota di speranza. .. E allora rock’n roll. Uno stile di vita, un modo per raccontare ciò che di bello o di ingiusto succede nel mondo spingendo sul pedale dell’acceleratore come per inseguire follemente qualcosa. Magari è proprio quella speranza cui ci aggrappiamo tutti, indistintamente.

La band “A sangue freddo” (formata da tre musicisti, tutti e tre piombinesi, due dei quali di Riotorto) nasce nel 2018 dalle ceneri di un progetto precedente in cui si mangiava pane e metal con disinvoltura. Poi si è lasciato spazio a nuova formazione, costituita non più da quattro ma da tre elementi, e alla scelta di un rock più morbido, sebbene le influenze metal e punk delle origini siano sempre lì in agguato, pronte a saltare fuori all’occorrenza.

D’altra parte se è vero che il primo amore non si scorda mai, lo è altrettanto che Francesco, Davide ed Enrico sono nel frattempo cresciuti ed hanno saputo sviluppare un loro stile preciso, sia nelle cover che negli inediti. I loro testi, mai banali, sono dettati da un ritmo adrenalinico scandito nota dopo nota da una convincente combinazione di chitarra, basso, e batteria, e naturalmente guidati da una voce altrettanto incalzante e potente. Del resto ci vuole sangue freddo, non solo per salire su un palco ed affrontare il pubblico ma anche, molto più semplicemente, per affrontare la vita.

Come vi presentereste al pubblico, e ai lettori del Tirreno?

«Eccoci: Francesco Bartalini (voce e chitarra), Davide Matteoni (basso e cori) , Enrico Vanni (batteria)».

Perché ci siete chiamati “A sangue freddo”?

«Eh, bella domanda... In primo luogo ci siamo ispirati al secondo album della band “Il Teatro degli Orrori” che porta appunto questo titolo, ad averci colpito è stato anche il messaggio pertinente al nostro trascorso metal».

C’è un legame tra il nome e le vostre canzoni?

«Sì, è così. È un approccio alla vita che va affrontata in modo diretto e a sangue freddo, specialmente in questo periodo».

Dunque il vostro genere è il rock?

«Sì, anche se abbiamo varie influenze. Col progetto precedente suonavamo metal e facevamo testi a metà tra inglese e italiano, ispirandoci al metal classico e al metalcore».

E ora cosa fate?

«Abbiamo scelto di farli totalmente in italiano cambiando anche le sonorità. Nella nostra musica c’è indubbiamente l’influenza dei Timoria, Litfiba Afterhours e in generale della scena rock anni’90».

Cosa proponete di cover nei vostri live?

«Facciamo un misto in italiano e in inglese, ad esempio cover dei Blink 182 o dei Green Day ma proponiamo anche “Via con me” di Paolo Conte reinterpretata in chiave punk rock che abbiamo inserito anche nel nostro Ep».

Avete inediti?

«Sì, non solo li abbiamo pronti ma è da sempre il motivo per cui suoniamo ed infatti abbiamo pubblicato un ep con quattro inediti in italiano più la cover di “Via con me”».

Quando è uscito?

«Nel 2021 su tutte le piattaforme digitali. Chi di voi scrive? (Risponde Francesco) Io e Davide curiamo i testi e Enrico si concentra sull’arrangiamento, comunque alla fine è un lavoro di equipe».

Quali sono i temi al centro delle vostre canzoni?

«Problemi, difficoltà, delusioni che affrontiamo nella vita di tutti i giorni. Ciononostante, il nostro proposito è quello di mantenere una visione positiva, poiché niente è irreversibile. Vogliamo dare una “spinta” a chi ci ascolta e una speranza, consapevoli che dai momenti più difficili si può uscire ancora più forti».

Altri progetti?

«Abbiamo realizzato una live room che uscirà a breve, si tratta di una sessione registrata in sala prove di tutti i pezzi dell’ep con una guest, Roberto Ferretti dei “Netri e i Laredo” che ci ha supportato con la sua chitarra, tanto che abbiamo deciso di incidere di nuovo tutti i pezzi aggiungendo la sua impronta».

Dove avete registrato e mixato la live room?

«Presso Percorsi Musicali recording di Lorenzo Porciani e Domenico Marinelli a Livorno».

A serate come siete messi?

«Purtroppo la pandemia come sappiamo ha molto ostacolato il settore, l’ultima data risale a dicembre al motoraduno del Germy Tuscany. Il momento è difficile per tutti e non è affatto semplice trovare posti dove suonare, specie per chi suona rock abbastanza spinto come il nostro. Ci vuole il contesto giusto».

Contest?

«La scorsa estate abbiamo fatto le selezioni per Sanremo Rock in Umbria e siamo arrivati alla finale regionale, è stata una piacevole esperienza ma la verità è che siamo più da concerto».

La reazione del pubblico ai vostri live?

«C’è sempre partecipazione anche perché cerchiamo di scegliere le cover da suonare in base al contesto e al pubblico presente in modo da adattarsi di volta in volta alla situazione in cui ci troviamo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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