Gioco
Spazi confiscati alla malavita nasce una casa per le donne
A Piombino un centro per aiutare mamme in difficoltà. A Cecina un terreno dove avviare al lavoro categorie fragili
PIOMBINO. Una casa per assistere donne in difficoltà e i loro figli a Piombino. Un terreno di 2 ettari come spazio per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di categorie fragili a Cecina. Un capannone industriale dove prendersi cura di chi si trova in condizioni di marginalità a Donoratico. Questi i percorsi immaginati per dare un senso nuovo ai beni confiscati che in questi giorni sono stati assegnati ai Comuni del territorio dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.
Il grosso della partita sono immobili e terreni confiscati a Michelangelo Fedele e ad altri componenti della sua famiglia, a seguito di una misura di prevenzione patrimoniale: 13 appartamenti, sei terreni, cinque autorimesse e cinque fabbricati di vario tipo. Sulla carta geografica 14 sono a Castagneto, sei a Cecina, cinque a Campiglia e quattro a San Vincenzo, ma quest’ultimi sono fuori dalla partita. Mentre a Piombino un appartamento e un garage sono riconducibili al pregiudicato Giuseppe Ruocco. È questo lo scenario che mette in luce l’importanza di un’azione pubblica che assuma la responsabilità di gestione dei beni confiscati.
Qui Castagneto
«Siamo l’epicentro», dice la sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini. Il Comune nel 2019 ha approvato il regolamento per la gestione e avviato un percorso di ricognizione e valutazione sulle possibili destinazioni. «Abbiamo fatto un lavoro enorme e la presa in carico rappresenta uno sforzo non da poco». Cuore dell’operazione è un capannone nella zona artigianale di Donoratico. «Abbiamo avviato un percorso di ascolto con le associazioni del territorio per un progetto di rigenerazione urbana che sia sostenibile e a valenza sociale. C’è fiducia che si arrivi al recupero attivando fondi pubblici e privati, la stima è di un milione di euro. Qui contiamo di portare tutta una serie di servizi e ciò che può servire per una prima assistenza, anche sanitaria». Il Comune ha ottenuto anche per tre appartamenti con i relativi garage a Donoratico e un terreno coltivato a oliveta.
Qui Cecina
Assegnata al Comune di Cecina una casa con circa due ettari di terreno e una tettoia per il ricovero degli attrezzi in località Paratino. «L’abitazione che è di circa 90 metri quadrati pensavamo di destinarla all’emergenza abitativa, ma restano alcuni aspetti da chiarire con l’Agenzia perché per una quota parte il Comune non si troverebbe ad averne la piena proprietà – dice l’assessore all’Urbanistica Domenico Di Pietro –. Il terreno lo immaginiamo come uno spazio di inclusione per favorire l’ingresso tutelato nel mondo del lavoro. Verrà dato in gestione a un’associazione o a una cooperativa per inserimenti lavorativi per soggetti svantaggiati».
Qui Campiglia
L’amministrazione comunale ha ottenuto un appartamento a Venturina. «Dobbiamo definire il regolamento di gestione – dice l’assessore agli Affari generali di Campiglia Marittima Matteo Brogioni –. L’obiettivo è di mantenerlo ad uso abitativo, lasciandovi la famiglia usurata che attualmente lo occupa. Ma dovrà essere fatto un bando e l’unico strumento che abbiamo in mano per legge è stabilire nel regolamento di assegnazione dei criteri di prevalenza nei punteggi a vantaggio di chi è stato vittima del reato da cui è scaturita la confisca».
Qui Piombino
Dare un respiro nuovo a un appartamento e un garage. Una seconda vita per i due immobili riconducibili al pregiudicato Ruocco, confiscati in applicazione del Codice antimafia nel 2016. L’amministrazione di Piombino li ha acquisiti per «utilizzarli a favore di progetti a supporto delle donne in difficoltà, anche con figli», dice l’assessore alle Pari opportunità Carla Bezzini. Che prosegue: «Stiamo mettendo a punto il progetto di ristrutturazione per adeguare l’immobile ai requisiti strutturali di legge per questo tipo di destiazione, la stima è che servano 150mila euro. Risorse che in quota parte contiamo di ottenere partecipando a un bando della Regione di prossima pubblicazione. Sulla gestione potrebbe essere avviato un confronto con la Società della salute. Tra l’altro l’immobile è occupato mentre nell’accordo con l’Agenzia è precisato che ci deve essere consegnato libero da cose e persone». L’abitazione una volta adeguata potrebbe ospitare due donne con i loro figli. © RIPRO
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