Il Tirreno

 

Trentenne in stato confusionale cammina sul tetto dell’ospedale

Valeria Parrini
L’ospedale di Villamarina, lato pronto soccorso (Foto Pabar)
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L’ospedale di Villamarina, lato pronto soccorso (Foto Pabar)

I vigili del fuoco lo raggiungono con l’autoscala e insieme agli operatori lo convincono a rientrare

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PIOMBINO. Una telefonata anonima al distaccamento dei vigili del fuoco a San Rocco può aver fatto la differenza. A Villamarina un giovane in stato confusionale evidente, stava facendo avanti e indietro sul tetto dell’edificio lato pronto soccorso, ad un’altezza equivalente a un paio di piani.

Dalla caserma di San Rocco è partita subito una squadra con l’autoscala. Due dei quattro vigili hanno raggiunto in rapidità il ragazzo, un trentenne di origini straniere con problemi psichici. Nel frattempo, due colleghi sono arrivati dall’interno dove già si erano attivati gli operatori sanitari. Sul posto sono arrivate anche le forze dell’ordine. Il giovane è stato tranquillizzato. Prima si è seduto e poi si è convinto a tornare all’interno.

Era stato portato al pronto soccorso in preda a una crisi e trasferito al secondo piano, al servizio di salute mentale, – che non è un reparto vero e proprio ma uno spazio per la gestione in day hospital dei pazienti – dai volontari di un’organizzazione del soccorso intervenuti su segnalazione.

Da Salute mentale il giovane ha raggiunto la parte sottostante iniziando a camminare lungo il tetto con l’epilogo che abbiamo visto. In seguito all’accaduto è stato trasferito all’ospedale di Livorno dove è ancora ricoverato.

L’autoscala intervenuta a Villamarina è arrivata a Livorno da Milano nel maggio scorso. Rifatto il motore in officina, da circa un mese è approdata al piazzale del distaccamento piombinese, a San Rocco. Non proprio in forma stabile, come dimostrano le vicende degli anni passati con un tour continuo di mezzi ripartiti poi per altre destinazioni.

«Ad oggi abbiamo la scala, nella speranza che non ce la chiedano da altri Comandi. E’ un mezzo fondamentale per fare soccorso in maniera sicura e tempestiva anche in situazioni come quella dell’ospedale», afferma Lorenzo Biagini (segreteria provinciale Usb), convinto che nel suo lavoro non ci si possa basare sulle statistiche: «Quando arriva una chiamata sia che si tratti di un problema in fabbrica che di una facciata pericolante o del soccorso di una persona, avere la scala – dice – può fare la differenza per la buona riuscita dell’intervento».

Quindi stabilizzare la presenza del mezzo è definita una priorità, tanto più per la lontananza da alternative, per il bacino di utenza potenziale e la sua tipologia.

«Contemporanemamnte – aggiunge Biagini – stiamo cercando di portare avanti il passaggio di categoria del Distaccamento da SD3 a SD4».

Non è un semplice discorso burocratico. Il passaggio, con l’assegnazione di due operatori per turno, porterebbe la pianta organica a 44 unità contro le 32 attuali, garantendo il mezzo di appoggio alla squadra o un mezzo nautico sempre operativo sul porto.

Il porto: un contesto che, specialmente in estate, dovrebbe poter contare su una postazione stutturata da cui poter intervenire in rapidità sia in acqua che a terra.

Su questo si stanno sensibilizzando le istituzioni locali e la dirigenza in modo da sostenere le richieste, condivise dalle altre sigle sindacali. Un progetto più dettagliato sarà presentato presto.

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