Il Tirreno

La chiesa di San Niccolò, per la Sapienza un gioiello unico nel Mediterraneo

Stefano Bramanti
Un’elaborazione con tecnologia 3D attuata dagli studiosi della Università la Sapienza sulla chiesa romanica di San Niccolò
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Un’elaborazione con tecnologia 3D attuata dagli studiosi della Università la Sapienza sulla chiesa romanica di San Niccolò

Gli studiosi dell’Università romana stanno portando avanti le ricerche sul monumento di San Piero in Campo

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SAN PIERO. Una chiesa unica in tutto il Mediterraneo. È quanto affermano gli studiosi della Sapienza di Roma dopo aver approfondito per anni la storia della chiesa di San Niccolò, gioiello architettonico e storico di San Piero. Dal Dipartimento di storia, disegno, restauro dell’architettura, il professor Tommaso Empler, architetto, ha inviato al Tirreno una descrizione degli studi fatti sulla chiesa, che ha definito unica, per le sue caratteristiche peculiari, in tutto il Mediterraneo ed ha compiuto una analisi della Pieve fin dalla sua origine, grazie all’impegno della sua equipe di ricerca. Il gruppo di lavoro di tale Dipartimento è costituito, oltre che dal docente, dai suoi colleghi Fabio Quici, Adriana Caldarone, Elena D’Angelo, Alexandra Fusinetti, Maria Laura Rossi. Empler è autore di numerose pubblicazioni e ha firmato pure il restauro conservativo delle gallerie sistine al Santo Spirito, in Roma. «Noi, come Dipartimento di storia, disegno e restauro dell’architettura della Sapienza, stiamo conducendo delle ricerche su tutto il versante occidentale dell’Elba e non solo. E ci siamo concentrati in qualche modo, nei nostri studi, sulla chiesa di San Nicolò esistente a San Piero in Campo. Circa questa chiesa, la cosa interessante, è che siamo riusciti a ricostruire almeno sei fasi storiche esaminando le varie evoluzioni e le utilizzazioni storiche, che vanno dal periodo romanico fino ai giorni nostri. C’è da dire di questo luogo religioso ha sicuramente un aspetto molto interessante, che la rende unica in assoluto nel panorama del Mediterraneo, in quanto è una chiesa romanica biabsidata. Questo vuol dire che ha due navate parallele, con due absidi quindi, che indicano che c’è una pari importanza tra quelli che erano i santi titolari, in origine, e che davano nome al luogo religioso, vale a dire i Santi Pietro e Paolo. E c’è un altro aspetto che rende la costruzione ancora più unica, il fatto che sia stata fortificata intorno alla metà del Cinquecento dagli Appiani, in seguito a tutta la serie di attacchi portati avanti dai pirati turchi, diciamo dagli ottomani, per destabilizzare quella che era un equilibrio presente nel Tirreno ed in particolare sull’Elba. E questa soluzione di realizzare intorno alla chiesa una fortificazione è già un caso molto particolare e si tenga conto che se poi questa chiesa. Addirittura absidata, la rende ancora più unica. Le ricerche che abbiamo condotto ci hanno portato ad individuare quelli che sono stati vari processi storici, (qui peridi storici). La nostra indagine è stata fatta attraverso i documenti e le fonti d’archivio, ma anche attraverso l’analisi materica, cioè lo studio dei materiali che compongono l’edificio, che sono ancora tutt’oggi leggibili nella parte esterna ma anche nella parte interna. I dipinti a cui fa riferimento Gian Mario Gentini, presidente del circolo culturale Macinelle, sono stati realizzati intorno al quattordicesimo secolo e sono usciti fuori dopo un restauro realizzato intorno agli anni Ottanta del 1900. Questi dipinti oggi versano in uno stato di degrado evidente, anche a causa delle infiltrazioni che ci sono dal tetto ed è per questo motivo che il circolo culturale Le Macinelle ha attivato il processo di crowdfunding, proprio per trovare fondi utili a rifare il tetto ed impedire ulteriori danni alle parti interne. Comunque noi, oltre a fare l’indagine storica, ricordiamo che siamo architetti, portiamo avanti il punto di vista teso al progetto di conservazione di tutta la struttura della chiesa e dei due bastioni, e stiamo portando avanti pure un progetto di valorizzazione attraverso l’utilizzo dell’information comunication technology che consentirà anche i visitatori che giungeranno a San Piero, di conoscere un po’meglio quella che è stata l’evoluzione della chiesa nel tempo».
 

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