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Il ritorno a casa dell’infermiera «Devo ancora metabolizzare»
PIOMBINO. Dice che è riuscita a dormire almeno un po’ Fausta Bonino. L’ex infermiera del reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Piombino ha trascorso ieri la sua prima giornata dopo quasi sei anni (da quando fu arrestata a Pisa il 30 marzo del 2016) libera dalle pesanti accuse rivolte nei suoi confronti. La piombinese di 61 anni è stata infatti assolta dai giudici della corte d’assise di appello di Firenze. Era accusata di aver ucciso nove pazienti del reparto tramite la somministrazione di massicce dosi di eparina. Per i giudici di Firenze è innocente. «Non ha commesso il fatto», hanno sentenziato i giudici. L’ex infermiera di Villamarina si è sciolta in un pianto liberatorio dopo la lettura del dispositivo della sentenza di assoluzione. «All’inizio non avevo neanche capito di essere stata assolta – ha detto poco dopo il pronunciamento del giudice – pensavo che stessero leggendo la sentenza di primo grado».
Bonino ha seguito l’ultima udienza a porte chiuse assieme ai familiari e all’avvocato difensore Vinicio Nardo: «Una persona seria e un grande professionista che non finirò mai di ringraziare», ha spiegato la donna originaria di Savona ma residente a Piombino da tanti anni. Dopo la sentenza l’ex infermiera è tornata nella sua casa in via Primo Maggio. «Devo ancora metabolizzare quanto mi è accaduto», ha spiegato al Tirreno.
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