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le reazioni 

Fronte unico dei sindaci «È un fatto gravissimo»

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campiglia. Una lettura concorde dell’accaduto. I sindaci della Val di Cornia si ritrovano in linea con le parole della prima cittadina di Campiglia Alberta Ticciati: «Il fatto che nel 2022 succeda una cosa tale in una realtà come la nostra è di una gravità massima che va indagata, approfondita, compresa e fortemente stigmatizzata».

La sindaca di Suvereto Jessica Pasquini sottoscrive le parole di Ticciati: «Un fatto gravissimo da non banalizzare, ma da approfondire, affinché i semi del rispetto, dell’uguaglianza, dei diritti e della cultura possano germogliare contro rigurgiti di odio, ignoranza, odio e sopraffazione». Il sindaco di Piombino Francesco Ferrari parla di «concreta e drammatica testimonianza di quanto la memoria sia l’unico strumento di prevenzione affinché la storia non si ripeta, affinché tutti siano liberi di esprimere se stessi senza che nessun individuo possa avere la possibilità di aggredirli per questo. Non si tratta dell’aggressione fisica di per sé, atto gravissimo e sconcertante, a fare male, e me lo confermano le parole di uno dei genitori del ragazzo con il quale ho potuto parlare, ma piuttosto la motivazione che ha spinto gli aggressori». Il collega di San Vincenzo Paolo Riccucci sottolinea che «i più giovani dovrebbero essere del tutto immuni dagli spettri di ideologie anacronistiche, il fatto che l’aggressione sia stata condotta da parte di ragazze giovani testimonia quanto sia attuale il pericolo che l’intera comunità corre se simili ideali non vengono eradicati».

La gravità non sfugge al Comitato provinciale Anpi di Livorno. «L’adolescenza è un periodo difficile, ma a tutto c’è un limite. Se la dinamica dell’aggressione antisemita denunciata ieri fosse confermata, è necessario che gli autori siano puniti adeguatamente, mettendoli di fronte alle loro responsabilità. Non per crudeltà o per vendetta, ma per fargli comprendere che la vita non è questa, che su questo pianeta non esiste qualcuno che non sia un “diverso” per qualcun altro e che il gesto di cui si sono macchiati è quanto di più ignobile possa essere concepito, perché la violenza inizia sempre con una discriminazione: noi siamo forti e tu sei debole, noi siamo normali e tu sei contronatura, gay, lesbica, disabile, io sono uomo e tu sei donna, noi siamo ricchi e tu sei povero, noi siamo intelligenti e tu sei scemo, noi siamo civili e tu sei un selvaggio, noi siamo veri credenti e tu sei un pagano, noi siamo belli e tu sei brutto». Che conclude: «Tra due giorni sarà il Giorno della memoria. Ogni anno c’è sempre qualcuno che dice che questa ricorrenza è ormai inutile. Niente di più sbagliato: è un fondamento della nostra civiltà e la sua commemorazione è necessaria per smascherare e a mettere con le spalle al muro gli autori di gesti ignobili, come quello avvenuto nella nostra comunità. Un consiglio per i giovani: studiate, e capirete che nella vita non conviene essere i “cattivi” di turno, perché la storia ci insegna che, oltre ad aprire ferite e barbarie inenarrabili, prima o poi, la cattiveria si ritorce sempre contro chi la mette in pratica».

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