Il Tirreno

i familiari dei pazienti deceduti 

Silenzio e rabbia per la decisione «Nessun colpevole per i nostri morti»

I più attendono le motivazioni del pronunciamento prima di commentare E anche in Procura vince la linea del no comment 

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PIOMBINO. Nessuno ha voglia di parlare. Né gli avvocati, tanto meno i familiari dei pazienti di Villamarina morti nel reparto di rianimazione. La sentenza di assoluzione dell’infermiera Fausta Bonino ha colto tutti di sorpresa. «Non ce lo aspettavamo, è incredibile», si fa scappare uno dei legali delle famiglie che, tuttavia, dice di voler aspettare le motivazioni della sentenza prima di rilasciare delle dichiarazioni ufficiali. Sì, perché il verdetto uscito dall’aula della Corte d’assise d’Appello di Firenze è rimbalzata fino a Piombino, togliendo il fiato a chi, suo malgrado, ha seguito la vicenda della parte delle vittime. I giudici della Corte d’Appello si sono espressi: Fausta Bonino non ha ucciso i nove pazienti. «Non ha commesso il fatto», è la formula della sua assoluzione con formula piena. Non per questo gli stessi giudici negano il fatto che i nove omicidi sia siano consumati nell’ospedale piombinese. È per questo che i familiari masticano amaro, a distanza di anni dalle morti dei loro cari. Come se al danno si aggiungesse la beffa.

Procura: «no comment»

I giudici della Corte d’Assise di Appello si sono presi novanta giorni per depositare le motivazioni della sentenza. A quel punto il procuratore generale della Corte d’appello Fabio Origlio dovrà decidere se impugnare la sentenza di Appello per portare la causa in Cassazione. Poca voglia di commentare il pronunciamento anche in tribunale a Livorno. Il capo della Procura di Livorno, Ettore Squillace Greco, contattato dal Tirreno non ha voluto rilasciare delle dichiarazioni.

Familiari in silenzio

Se in Procura la voglia di parlare è poca, lo è ancor di meno tra i familiari dei pazienti. Uno dei familiari è Luigi Coppola, attuale vicesindaco di Piombino. Mario Coppola era suo zio. È uno degli anziani morto nel reparto di rianimazione (una delle quattro persone le cui morti, secondo la sentenza di primo grado, furono attribuite all’infermiera). «Sinceramente così a caldo non mi sento assolutamente di commentare – spiega Luigi Coppola – al momento, a fronte di tanti pensieri che passano per la testa, credo che il silenzio sia l’atteggiamento più indicato».

«Siamo tutto ampiamente basiti – dice Carlo Castaldi, legale della famiglia Peccianti – siamo sorpresi dalla sentenza della Corte, l’impianto accusatorio appariva consolidato. Aspettiamo di vedere le motivazioni della sentenza, ma posso dire fin da ora che chiederemo di riaprire le indagini».

L’ex difensore

Chi gioisce per la sentenza è l’ex difensore di Fausta Bonino, l’avvocata elbana Cesarina Barghini: «Sono orgogliosa di aver messo nel fascicolo tutto ciò che serviva per farla assolvere. Questo risultato ci premia».

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