«Il Polo culturale sarà come il Castello: chiuso»
PIOMBINO. Il flusso di polemiche non si ferma.Il polo culturale di piazza Manzoni, funzioni, meriti, demeriti, risorse disponibili continuano a tenere banco.Non si sottrae Ascolta Piombino che con il portavoce, Riccardo Gelichi prevede per il complesso un futuro da cattedrale del deserto. Assimilabile a quello del Castello.
«Affidano i progetti e dicono di aprirsi alla discussione. Siamo al parossismo culturale». Riccardo Gelichi, portavoce di Ascolta Piombino, torna sulle vicende del Polo culturale abbinandole ai progetti annunciati per il Castello.
«Il Polo culturale sarà come il Castello – dice Gelichi – : una grande e costosa opera di restauro mal utilizzata, sottostimata, piegata a logiche provinciali Piombino centriche, più che alle reali potenzialità che una corretta gestione che i luoghi potrebbero offrire».
«Totale mancanza di progetti concreti, d’idee, di gestioni mirate con fini pure commerciali e occupazionali; è assente la discussione, così come la capacità di indignarsi, ad esempio, per avere un Castello chiuso per la maggior parte dell’anno – prosegue Gelichi – . Il Polo rischia di essere una cattedrale nel deserto, pensate a quegli immensi volumi espressi dall’ex Convento e dalle ex officine, se non fossero dotati di funzioni adeguate e frequentati dalle persone, se facessero appunto, la fine del Castello di Piombino».
«Questa non è solo incapacità gestionale, è anche presunzione, perché dove non ci si arriva, si chiama qualche esperto che ci insegna e si ascolta per benino.
«Il sindaco afferma che non ha mai visto un progetto per l’esatta collocazione dei libri, nel caso che l’ex Convento potesse un giorno contenere la biblioteca; questo inventario distributivo, doveva venire dai suoi uffici, quelli della cultura, settore di cui lui stesso – sottolinea il portavoce di Ascolta Piombino – detiene la delega. In sede di stesura del progetto originale, avranno pur fatto una stima del contenitore e del contenuto e se non l’avessero fatta, si poteva rimediare, ricordiamo che “quelli di ora”, governano da quasi tre anni. Nelle dichiarazioni del sindaco si legge che “il Comune si è mosso in questi giorni conferendo l’incarico per adeguare il progetto di completamento del primo e del secondo lotto, quindi ha affidato un incarico per la progettazione preliminare per terzo lotto”. Contestualmente afferma che: “Al momento le idee del Comune, sono aperte alla discussione”, continuando a disquisire su come potrebbero essere utilizzati questi luoghi. Riepilogando: si affida il progetto architettonico di restauro di tutto il complesso del Polo culturale senza sapere ancora quali funzioni potrà includere. Stiamo scherzando? L’architetto dovrà pensare un’opera da dieci milioni di euro, mentre in città è aperta la discussione su cosa potrà contenere. Siamo arrivati al massimo grado di un parossismo culturale che, temiamo, non porterà a nulla di buono», conclude Gelichi.
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