Sicurezza
Il nodo della biblioteca e la pioggia di critiche
Il Pd ha accusato il primo cittadino di scarsa coerenza Il Manifesto della Cultura vuole vedere il progetto
PIOMBINO. Dodici anni dall’approvazione del progetto definitivo. Le ruspe in azione, poi i problemi e lo stop definitivo. Quello che però non è mai praticamente cessato in questi anni è il flusso di polemiche che ruotano intorno alla realizzazione del polo culturale di Piombino. E l’amministrazione Ferrari, in questi due anni e mezzo, non si è salvata. Proviamo di seguito a ricapitolare le critiche e le polemiche che negli ultimi giorni si sono incrociate alla notizia dello sblocco dei finanziamenti per il completamento del primo e del secondo lotto dell’opera.
«ha fatto retromarcia»
Il percorso compiuto per ottenere il finanziamento per completare l’opera ha creato nuovi contrasti tra l’amministrazione e l’opposizione targata Pd. Il Comune si è preso il merito di aver ottenuto il finanziamento da 1,8 milioni partecipando al bando del ministero della Coesione e del Sud. Una volta vinto il bando, il ministero avrebbe affidato le risorse alla Regione che quindi ha dirottato i fondi al Comune. Quanto al terzo lotto, secondo la maggioranza Ferrari, sarebbe stato decisivo l’emendamento di Fratelli d’Italia in Regione. Ricostruzione contestata dai democratici che accusano il Comune di prendersi meriti non suoi: per il Pd e il gruppo Anna per Piombino la Regione ha avuto un ruolo decisivo sia per sbloccare entrambi i finanziamenti. Ma è sulla biblioteca che il sindaco è stato criticato. «Il progetto esistente del polo culturale e la relativa collocazione della biblioteca sono stati avversati da questa amministrazione fin dall’inizio del mandato. Il progetto Parodi Ferrari prevedeva un' altra collocazione per la biblioteca, affermando più volte che l'attuale sistemazione in piazza Appiani era più che soddisfacente. Oggi che i finanziamenti si sono concretizzati l’amministrazione comunale si allinea e addirittura intenderebbe intestarsene i meriti», hanno scritto Pd e Anna per Piombino solo alcuni giorni fa.
Rifondazione va oltre
Chi invece non è convinto di portare i libri della biblioteca in piazza Manzoni è Rifondazione che nel suo “piano regolatore della cultura” intende superare l’impasse sul polo culturale: «I vecchi amministratori – ha spiegato il capogruppo di Rc Fabrizio Callaioli in una recente conferenza stampa – hanno fallito perché non sono stati in grado di concretizzare in quindici anni di governo il progetto e insistono nel realizzare la biblioteca nei locali dell’ex officina Ipsia che non sarebbero adatti ad accogliere tutti i volumi. La nuova amministrazione si limita invece a comunicare in maniera rapsodica». Per Rifondazione il luogo migliore per accogliere la biblioteca è l’ex Pretura, mentre il polo dovrebbe essere destinato a ospitare gli archivi».
«Fuori il progetto»
Chi va all’osso della questione è invece il Manifesto della Cultura che incalza l’amministrazione. Per il manifesto i libri dovrebbero stare nell’ex convento e non relegati nelle ex Officine: «In un’ottica di trasparenza e di partecipazione, chiediamo – hanno scritto gli attivisti – all’amministrazione comunale di organizzare un percorso pubblico di discussione e di condivisione per mettere a conoscenza la cittadinanza delle caratteristiche del progetto appena affidato».
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