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Dad e Ddi, la “rivoluzione” del Covid-19 dagli asili alle medie per gli alunni a casa
Le insegnanti del comprensivo Pertini raccontano come si svolgono le lezioni in tempo di pandemia tra didattica a distanza e didattica digitale integrata per non far perdere le lezioni a chi è in quarantena
Portoferraio. La scuola elbana in tempo di pandemia è costretta di nuovo a ricorrere anche alla didattica a distanza “Dad”. E da quest’anno c’è pure la Didattica digitale integrata. D’intesa con l’istituto comprensivo Pertini, diretto da Daniela Pieruccini, abbiamo deciso di raccontare come si svolgono queste lezioni diverse dal solito.
Partiamo dai più piccoli che frequentano la scuola dell’infanzia. Qui ci sono due sezioni chiuse per via dei contagi da Covid-19. Le maestre Elena Cioni e Daniela Pace hanno fatto da portavoce delle colleghe e hanno descritto al Tirreno come si vive una lezione da remoto in una sezione che ha la classe in quarantena. La didattica a distanza mantiene vivo il contatto emotivo e didattico con i bambini che hanno un’età che va dai 3 ai 5 anni che in questa fase sono a casa. Ogni mattina con la piattaforma Classroom le docenti comunicano con l’uso di tablet o smartphone, facendo partire video chiamate alle famiglie dei bambini. In questo modo sta partecipando alle lezioni quasi la metà della classe. Le maestre inviano in primis dimostrazioni d’affetto e avviano la lezione dopo aver raccolto le presenze.
Si comincia con la filastrocca della settimana e a seguire viene letta ai bimbi una storia, prevista dalla programmazione, che in questo periodo prevede l’analisi della stagione invernale. Le maestre leggono un brano ad hoc e poi chiedono ai bambini, per capire la loro compressione. quali sono i personaggi e cosa hanno fatto nelle vicende narrate nei racconti. Durante queste attività sono usate pure schede didattiche dei libri di scuola. Dopodiché i bimbi mostrano, tramite il collegamento telematico, i lavoretti fatti a casa il giorno prima. L’impegno è limitato a circa un’ora e un quarto, perché i piccoli non possono mantenere l’attenzione a lungo. Tutti stanno bene e insieme alla maestre e alle famiglie sperano che passi la pandemia per tornare a far scuola tutti insieme.
Marta Donalizio racconta invece come si sviluppano le lezioni alle elementari. «Chi è a casa e non è in classe per motivi di salute o di quarantena svolge 15 ore a settimana da in Dad. Tre le ore al giorno per cinque giorni. Secondo l’orario della classe può capitare, ad esempio, di avere inglese, matematica e scienze. L’insegnante fa un attività on line, ma esiste anche una parte più pratica degli esercizi da fare in modalità asincrona. I bimbi che sono a casa restituiscono i lavori in via telematica. Gli alunni interagiscono con l’insegnante come se fossero in classe, alzano la mano per fare domande o dire quello che credono, come se fossero in aula».
«Per la Ddi, didattica digitale integrata, accade lo stesso – prosegue la maestra –. I ragazzini a casa, con una piattaforma digitale, interagiscono con l’insegnante che vedono, osservano la lavagna, ma non vedono i bimbi della classe e gli stessi non vedono il bimbo che sta a casa per una questione di privacy. È come se fossero seduti in un banco ma virtuale».
Infine passiamo alla media con Adonella Anselmi, docente di lettere del Comprensivo Pertini alla Pascoli. Anche lei ci fa un esempio di una giornata tipo in questi tempi pandemici, che prevede la Dad o la Ddi. «Alla Pascoli – dice – abbiamo la settimana corta e i ragazzi stanno a scuola dalle 8 fino alle 14, dal lunedì al venerdì, con ricreazioni alle 10 e alle 12. In Dad non possiamo far stare i ragazzi che sono a casa per sei ore davanti a uno schermo e li colleghiamo per le spiegazioni o per fare esercitazioni. Non è possibile fare delle verifiche in diretta per ovvi motivi».
«Un esempio di giornata tipo? – prosegue Anselmi –. Alla prima ora i ragazzi in classe hanno matematica due ore. L’insegnante dalle 8 alle 9 interroga i ragazzi in classe, mentre dalle 9 alle 10 attua la didattica digitale integrata e si collega con il ragazzino o ragazzina o col gruppo in Dad e spiega scienze, oppure fa le correzioni dei compiti per casa. In questa modo chi è a casa non perde spiegazioni o esercitazioni. Alle 10 ricreazione e chi è in Dad si scollega per 5 minuti. Si riparte poi con lettere, la mia materia, e spiego la rivoluzione industriale fino alle 11, con esempi alla lavagna o spiegazioni di quanto c’è nel libro di testo. Nella seconda ora, 11-12, in classe si accende la Lim, lavagna integrata multimediale e faccio vedere dei video sull’argomento. Chi è a casa si scollega e io gli avrò fornito il link, e così si ha l’ora asincrona e chi non è in classe agisce per conto proprio: si guarda i video o fa le lezioni o altro».
«Il tutto per non far star troppo collegati on line ad uno schermo, non è salutare – conclude la professoressa –. Dopo la seconda ricreazione, nelle ultime due ore ci potrà essere un insegnante che ha le sue due ore settimanali. Si collega una volta con chi è in Dad e l’ora successiva invia sulla nostra piattaforma digitale Classroom le lezioni o le esercitazioni da fare entro un tempo stabilito. Tutto ciò per mantenere il più possibile la normalità scolastica anche per chi è a casa».
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