Il Tirreno

«Assessore, non è merito suo la bonifica dell’area ex Sae»

«Assessore, non è merito suo la bonifica dell’area ex Sae»

L’unione comunale e il gruppo del Partito democratico oltre a quello di Tempestini  fanno il punto sull’operazione ripercorrendo i vari ruoli

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piombino. «Basta distorcere la realtà per un pugno di like». A parlare sono l’unione comunale Pd Piombino, il gruppo consiliare Pd Piombino e il gruppo consiliare Anna per Piombino, in relazione al monitoraggio del sito di stoccaggio di farmaci scaduti, dentro capannoni a Riotorto. «Così come esposta dall’ufficio comunicazione del sindaco e dell’assessore Bezzini, sembrerebbe che la bonifica sia appena terminata con un impiego di risorse importanti – dice la nota – In realtà non è andata così e sarebbe anche ingeneroso nei confronti dei dirigenti dell’epoca, destinatari di minacce di stampo mafioso. No assessore. Nella narrazione di un’operazione di bonifica, che può definirsi esemplare, lei non può figurare come una protagonista e neppure comprimaria. Agli inizi degli anni 2000, l’autorità giudiziaria individuò un traffico illecito di rifiuti riconducibile non tanto alla Sae ma alla società Omar di Milano, vera regista del traffico. Questa prendeva commesse per recuperare e smaltire rifiuti ma, in realtà, li stoccava dentro capannoni affittati ad hoc a ditte fantasma, come la Sae, che in seguito fallivano senza procedere allo smaltimento. Il successo di quella operazione vide coinvolti Comune, Regione e autorità giudiziaria. La Regione mise a disposizione un fondo di rotazione di circa 800 mila euro per procedere allo smaltimento. Il Comune di Piombino mise in piedi una gara europea che portò allo smaltimento dei rifiuti presso cave di salgemma in Germania. Fu poi promossa dal Comune un’azione di responsabilità per fallimento nei confronti della società Omar. Furono recuperate, dalla vendita degli immobili di proprietà degli allora amministratori, gran parte delle risorse impiegate per la bonifica. Oggi Bezzini avrebbe dovuto riconoscere la bontà di quell’intervento e nulla più. Anticipando altri tentativi maldestri, ricordiamo che, quello non fu l’unico intervento di bonifica. Qualche anno più tardi, in località Colmata, l’amministrazione individuò e liberò un capannone anch’esso oggetto di traffici illeciti denominato Ecoltecnica dove erano stati stoccati frigoriferi pressati, e anche lì si intervenne con un azione congiunta fra Comune e Regione.

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