Gioco
Il lume di candela funziona «Lo farò ogni settimana»
Dalla provocazione contro il caro bollette al servizio in più per la clientela Il pizzaiolo racconta la sua idea anche in tv: «Così riesco a non applicare i rincari»
PIOMBINO. La provocazione è riuscita. Alessandro Tommasi non ha fatto in tempo a smaltire l’ebbrezza della prima cena a lume di candela nella sua pizzeria “Il Girone dei Golosi” che ieri sera ha già replicato con la seconda. E non si fermerà qui. L’apprezzamento dei clienti insieme a una causa talmente condivisibile da essere balzata agli onori della cronaca nazionale, lo hanno convinto a riprovarci di nuovo. Del resto la giornata di Tommasi ieri è stata a dir poco particolare, paragonabile a quella di una rock star che salta da un canale all’altro televisivo. Sono molte, infatti le trasmissioni tv o radio ad averlo contattato per fargli raccontare in diretta la sua bizzarra quanto geniale idea. Tommasi ha ricevuto una bolletta della luce (riferita al mese di novembre) di 2. 025 euro, rispetto alle 700-800 che era solito pagare, da qui il suo grido di allarme. La pandemia con le relative restrizioni, il rincaro di tutte le materie prime e, ultimo ma non ultimo, il caro-luce, lo hanno spinto a realizzare che doveva fare qualcosa per far capire a tutti quanto sia difficile restare aperti a queste condizioni. Così è nata l’idea di spengere le luci del suo locale illuminandolo esclusivamente con tante candele rosse. Doveva trattarsi solo di una sera, una forma di protesta da condividere con i clienti, ma la situazione è sfuggita di mano tanto è stato l’apprezzamento delle persone che alla fine, oltre ad aver compreso e sposato la motivazione, hanno dimostrato di gradire l’atmosfera intima e speciale che si è creata. Soddisfatto, ma anche incredulo il proprietario de “Il girone dei Golosi” per l’enorme clamore destato dalla sua idea “Sono molto contento- ci dice- infatti oltre ad aver già ripetuto l’iniziativa ieri sera (davanti alle telecamere di un’emittente toscana) , l’adotterò come appuntamento fisso settimanale. Punto al mercoledì ma sto valutando anche un giorno tra il venerdì e la domenica oltre, sicuramente, a lunedì 14 febbraio per San Valentino. Oltretutto ammetto che il mio locale illuminato solo con la luce delle candele mi piace molto di più». Una vicenda che profuma di passione per il proprio lavoro, spirito d’iniziativa e coraggio, quel coraggio che del resto fa parte della storia di Tommasi il quale a dicembre 2019 decise di licenziarsi dalle acciaierie (attuale Jsw Piombino) e rinunciare alla cassa integrazione per inseguire il proprio sogno, quello di aprire una pizzeria. E da quando ha aperto le difficoltà tra lockdown, chiusure e restrizioni certamente non sono mancate, ma la volontà di stringere i denti pur di non abbassare la saracinesca ha vinto su tutto. Al momento non ci sarebbero altri ristoratori, sia a livello locale che nazionale, ad aver accolto la protesta attraverso iniziative simili ma non è da escludere che più avanti possa accadere, del resto il caro-bollette così come i costi di farina, mozzarella e pomodoro riguardano davvero tutti. «Se l’iniziativa dovesse funzionare – sottolinea – e non subissi ulteriori aumenti delle materie prime non applicherei alcun rincaro alle mie pizze o al massimo, anziché del 10% appena del 5% impegnandomi a garantire la qualità di sempre». «Mercoledì pomeriggio – racconta Tommasi – mentre preparavo i tavoli per la serata mi sono persino emozionato perché la circostanza mi ha fatto pensare ai miei nonni e a quante volte negli anni’80 capitava saltasse la luce. Ricordo che mia nonna teneva sempre a portata di mano una candela che accendeva non appena restavamo al buio. Un ricordo felice che mi ha ulteriormente convinto a proseguire su questa strada».
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