Sicurezza
«Gli aumenti? Il governo impedisca speculazioni»
PIOMBINO. «In Italia non produciamo quasi più niente e questo è il primo vero problema». In queste ore di attesa circa le decisioni governative sul nuovo decreto sostegni, le parole i Maurizio Serini, presidente Cna provincia di Livorno, appaiono ancor più comprensibili. La difficile situazione causata dal caro energetico se sommata al rincaro delle materie prime e al già precario contesto storico ferito da due anni di pandemia, rischia di portare molte imprese a chiudere i battenti. «Si tratta di questioni legate tra loro ma distinte nei percorsi – dice Serini – perché se parliamo del caro bollette dobbiamo considerare i rincari dovuti al mercato dell’energia in quanto, purtroppo, dipendiamo dagli altri paesi ed il risultato finale è ovviamente pesante. Ma oltre a questo aspetto – incalza – c’è anche quello speculativo. Non a caso Cna ha posto al Governo entrambe le questioni». Forse già nella giornata odierna si conosceranno le misure adottate dal consiglio dei ministri ma Serini teme che l’unico intervento sarà sotto forma di ristoro, a suo giudizio un palliativo. «Sarebbe più risolutivo – continua– impedire ogni speculazione e godere di un meccanismo che adegui i processi ai rincari energetici. Quando la fornitura energetica va ad incidere sull’intera economia del Paese bisogna essere in grado di adeguare ogni singolo anello della catena, fino ad arrivare all’adeguamento salariale». Dopodiché, negli ultimi otto mesi è esploso anche il problema materie prime. Tutte le imprese sono in difficoltà ma, come sottolinea Serini, in primis a soffrire sono i sistemi produttivi ed il mondo dei servizi, da qui a pioggia viene coinvolta qualunque altra attività.
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