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la polemica politica 

Lo storico Rossano Pazzagli firma l’appello sul Quirinale

Lo storico Rossano Pazzagli firma l’appello sul Quirinale

«No a Berlusconi presidente della Repubblica, sarebbe un’offesa ai cittadini» E chiede ai consigli comunali del territorio di prendere posizione

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Suvereto. No alla candidatura al Quirinale di Silvio Berlusconi. Il professore universitario Rossano Pazzagli, autore di saggi economici e storici, ed ex sindaco, è tra i firmatari della lettera aperta contro Berlusconi presidente inviata dalla Fondazione Lelio e Lisli Basso, con un centinaio di sottoscrizioni da parte di professori, intellettuali e politici italiani. Pazzagli, professore di storia moderna all’Università degli Studi del Molise, è stato direttore dell’Istituto di Ricerca sul Territorio e l’Ambiente “Leonardo” di Pisa e fa parte di diversi comitati scientifici e della redazione delle riviste «Ricerche storiche», «Locus» e «Glocale». Formula un auspicio: «Sarebbe bello se i consigli comunali del nostro territorio si esprimessero con un ordine del giorno in tal senso», dice.

Nell’appello si sostiene che «il Presidente della Repubblica deve essere espressione dell’unità nazionale, come richiede l’articolo 87, 1° comma della Costituzione. È garante di questa Costituzione e deve assicurare fedeltà ad essa . L’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica, come è preteso dall’articolo 84, 2° comma. Egli presiede il Consiglio Superiore della Magistratura a garanzia dell’autonomia e indipendenza dell’ordine della magistratura. Silvio Berlusconi, protagonista di uno scontro che per lunghi anni ha diviso il nostro Paese, già esponente della loggia P2 che aveva come fine l’instaurazione in Italia di un’altra Repubblica, titolare tuttora di un vistoso conflitto di interessi, condannato per gravi reati, prosciolto per prescrizione da delitti di corruzione e tuttora imputato in procedimenti penali, non ha i requisiti per poter svolgere le funzioni di Capo dello Stato. Riteniamo pertanto un’offesa alla dignità della Repubblica e di milioni di cittadini italiani il fatto che venga candidato a Presidente della Repubblica».

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