Gioco
Colazione amara: stavolta i rincari non risparmiano la tazzina del caffé
Uno dei prodotti più rappresentativi del Belpaese subisce ritocchi consistenti che talvolta sono contestati dai clienti
piombino. Caro il mio caffè. Verrebbe proprio da dire così, considerato che uno dei prodotti più rappresentativi del Belpaese sta subendo rincari piuttosto consistenti dovuti alle due voci (bollette e costi delle materie prime) responsabili anche dell’incremento dei costi di un bene di prima necessità come il pane ma anche di pasta, pizza, e tutti i prodotti da colazione. «Abbiamo dovuto aumentare il costo del caffè – dice Laura Doni, Caffetteria del Corso - passando da 1, 10 a 1, 30. La nostra torrefazione ci aveva consigliato di fissare il prezzo tra 1, 30 e 1, 50 in virtù di certificazioni di cui gode il nostro caffè, utilizziamo prodotti particolari e costosi per la pulizia delle macchine. Ma la verità è che è rincarato tutto, a partire dalle bollette. Inevitabilmente il ritocco è stato un po’ generalizzato tra i 10 e i 20 centesimi. Purtroppo- continua- mi rendo conto che andare al bar diventerà un lusso per alcuni e non è certo nostra volontà gravare sul cliente, ma al tempo stesso dobbiamo sostenere i crescenti costi fissi che abbiamo». Le reazioni dall’inizio dell’anno sono state diverse e per qualcuno che ha compreso, altri hanno un po’ storto la bocca, ma i clienti fedeli sono comunque rimasti. «Per ora – dichiara Vincenzo Cananzi, presidente Confesercenti e bar Movida 2. 0 – non ho aumentato i prezzi, ma credo che a breve sarò costretto a farlo relativamente ad alcuni prodotti tra cui il caffè (attualmente da noi costa 1 euro e lo porteremo a 1, 10) che per noi ha subito un incremento di 1, 50 euro al chilo. Questo senza parlare delle varie bollette. Finora – prosegue – ho provato a resistere perché dato il periodo ho preferito andare incontro ai clienti, purtroppo però anche noi dovremo cedere».
Anche Gianluca Pontilunghi che gestisce ristorante e bar del “Bellavista” prevede che tra non molto dovrà ritoccare il costo della tazzina. «La luce è aumentata del 30% – ci dice – quindi basta fare due calcoli per capire che siamo costretti a rivedere un po’i prezzi. Al momento da me per un caffè si spende 1, 10 euro ma conto di aumentarlo di 10-20 centesimi da febbraio, anche perché non utilizziamo un caffè basico ma di buona scelta che costa già di più in partenza». C’è poi chi si è ripromesso di non aumentare i prezzi, muovendosi come un acrobata sui fili per riuscire nell’impresa. «Per ora il listino è rimasto invariato – dice Federica Ghisu, che gestisce il Noah Gran Caffè con Matteo Pacchini – il tentativo è di non aumentare il caffè, lasciandolo a 1 euro, rivedendo piuttosto il cappuccino, il deca o il ginseng, ma a partire dall’estate. Chiaramente ci fossero ulteriori aumenti valuteremo il da farsi». Ma nonostante la buona volontà, le stangate in bolletta di certo non aiutano. «Spendo ogni mese 500 euro in più solo di luce – dice Giulia Bodri, “Il nuovo bar Falcone” – e onestamente al momento non so cosa fare, perciò prendo tempo. Attualmente il mio caffè costa 1, 10 euro ma data la difficile situazione non escludo di portarlo a 1, 20 euro. Poi, come se non bastasse, da quando è stato introdotto il green pass rafforzato capita spesso di battagliare con clienti che non vogliono esporre la certificazione e pretenderebbero di mettersi a sedere, ho già dovuto chiamare i vigili».
S. C.
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