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Cane segregato in casa e liberato dai carabinieri

Cecilia Cecchi
Cane segregato in casa e liberato dai carabinieri

Una situazione andata avanti per oltre un anno e mezzo, intervengono anche i vigili sanitari Asl. L’animale affidato all’Enpa

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Cecilia Cecchi

PIOMBINO. «Pronto, pronto, quasi mi sembra un miracolo! Ci sono i carabinieri, personale Asl, l’Enpa... ecco lo vedo, il cane è uscito di casa e adesso lo stanno facendo salire su una macchina per portarlo altrove!» . La telefonata è di quelle che sollevano il cuore.

Arriva da una delle persone che per questo animale ha sofferto, si è preoccupata, bussando ovunque per far presente l’esistenza di una situazione che non lasciava prevedere niente di buono: un cane tenuto legato dentro casa da più di un anno e mezzo. Invece.

Ecco che una mattina quando quasi più nessuno se lo aspetta arrivano i carabinieri di Piombino, i vigili sanitari Asl di Rosignano che entrano nell’appartamento e si fanno dare dai proprietari l’animale, affidandolo ai volontari dell’Enpa. Un caso di recupero finito come sempre si vorrebbe, pochi giorni fa nel centro di Piombino.

Vicenda che tra racconti e accorate richieste d’aiuto è andata avanti per più di un anno e mezzo e che alla fine si è sbloccata per la cura e l’attenzione con cui gli eventi sono stati seguiti. Perché intervenire anche in questi casi, quando al centro dell’attenzione c’è un animale in pericolo, non è mai semplice, né per le forze dell’ordine né per gli operatori. Tanti sono gli allarmi ma raramente qualcuno è pronto a firmare una denuncia sia che si tratti di un caso di abbandono (come quando chi trasloca lascia il cane solo in casa per moltissimo tempo) o nei casi di maltrattamento reiterato.

Stavolta il fatto che il cane sia arrivato nel condominio quasi da cucciolo e, poi, sia come “scomparso” tra le mura delle stanze dove veniva tenuto legato non è passato inosservato. Anche perché capitava che lo si sentisse abbaiare, lamentarsi o guaire senza essere più accompagnato o lasciato all’esterno.

Mese dopo mese, c’è stato chi ha fatto domande, chiesto informazioni ottenendo risposte mai chiare. Da qui le prime richieste d’aiuto arrivate ad Enpa ma anche ai carabinieri. Voci che sono state ascoltate anche se resta il fatto che ci vuole l’apertura di un fascicolo, perché si possa con rapidità intervenire, entrare nell’appartamento insieme al proprietario e trovare aria viziata, feci e peli dappertutto. Al di là dei reati che possono essere contestati o delle sanzioni è importante che magari, a volte, la svolta in soccorsi come questo possa portare a un miglioramento della vita non solo dell’animale (comunque trovato in condizioni abbastanza buone) grazie all’intervento dei vigili sanitari e dei servizi sociali.



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