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Gli studenti scioperano per due giorni

Francesca Lenzi
Gli studenti scioperano per due giorni

Carenza di mascherine, sistema di tracciamento insufficiente e problemi strutturali sono i punti chiave della protesta

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Francesca Lenzi

piombino. Due giorni di sciopero per protestare contro le condizioni dettate dalla pandemia e per i già noti problemi strutturali degli istituti.

La manifestazione si è tenuta per due giorni di fila in via della Pace, proprio davanti all’ingresso dei licei dell’Isis Carducci Volta Pacinotti. A promuoverlo è stato il villaggio scolastico, cioè l’intera comunità degli istituti superiori. La protesta è iniziato, appunto, venerdì mattina, in concomitanza con lo sciopero studentesco nazionale, indetto per la disorganizzazione scolastica dopo due anni di pandemia e per il mancato ascolto da parte del governo dei ragazzi e delle loro proposte.

«Dopo aver saputo dello sciopero nazionale, abbiamo deciso per venerdì mattina di stare davanti al cancello dei licei di via della Pace, per protestare contro le direttive politiche del ministro Bianchi in relazione alla didattica a distanza, usata ancora oggi, dopo due anni, come strumento di emergenza – a parlare è Leonardo Merlini, studente di quinta, scienze applicate, nonché rappresentante del collettivo studentesco – Non solo. C’è anche il problema delle mascherine. Le scuole non vengono rifornite. Ultimamente si trovano solo quelle di tipo chirurgico, e poi parliamo di roba scadente, quando fra l’altro ormai le mascherine Ffp2 sono quasi un obbligo per andare ovunque. A ogni modo, non ce ne sono, e siamo noi ragazzi a pagarle. Sui tamponi è la stessa storia. Anche questi siamo costretti ad acquistarli perché ormai non funziona più il sistema di tracciamento».

«In mezzo a queste criticità, abbiamo colto l’occasione per protestare pure nell’ambito dei problemi strutturali degli istituti scolastici – va avanti Merlini – Faccio un esempio: il terzo piano dell’Ipsia è ormai chiuso da una decina di anni. E poi c’è la situazione delle classi dove fa freddo, e in inverno viaggiano sotto la temperatura minima legale. E nessuno fa niente. In tal senso, soprattutto le classi più numerose, in particolare le prime e le seconde, che hanno anche 30 alunni a classe, trascorrono molte ore in spazi senza riscaldamento, come i laboratori che, non sarebbero adatti a lezioni prolungate».

Gli studenti piombinesi hanno protestato venerdì mattina, dalle 8 per le due ore successive, e hanno replicato la manifestazione ieri mattina.

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