Il Tirreno

disavventura di un piombinese residente in lombardia 

Fa la terza dose al Perticale ma agli uffici non risulta...

F.L.
Fa la terza dose al Perticale ma agli uffici non risulta...

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piombino. Disavventura di kafkiana memoria per un piombinese, residente in Lombardia alle prese con un Green pass fantasma.

Andiamo con ordine. Protagonista della vicenda è Michele Nocchi che racconta, come un novello Ulisse, la propria odissea alle prese con la burocrazia e un sistema lacunoso.

«Sono piombinese ma da tempo vivo e sono residente in Lombardia – afferma Nocchi – A Piombino abitano ancora i miei genitori e io mi trovavo da loro durante le feste di Natale. Tanto che, dopo aver fatto due dosi di vaccino anti-Covid in terra lombarda, ho deciso di fare la terza all’hub del Perticale. Come mi pareva normale fare e come le direttive consentono. A Piombino sono stati di un’efficienza eccezionale e, dopo aver chiamato, mi è stato dato l’appuntamento dopo soli due giorni. Arrivo al Perticale, consegno al medico la tessera sanitaria con codice fiscale e già qui accade qualcosa di strano e che, a posteriore, avrebbe dovuto spingermi ad andar via. In un paese normale e civile, in piena digitalizzazione, mi aspettavo che la mia posizione vaccinale fosse già conosciuta anche a Piombino. Così non è, io stesso affermo di aver fatto due dosi e il medico decide quindi di praticare il richiamo, mezza dose di Moderna».

«Vede, io ho fatto il vaccino sia perché sono pro-vax e credo nella scienza, ma anche a fini pratica, per motivi di lavoro – prosegue Nocchi – Sono uno che, per professione, viaggia molto, anche all’estero. Comunque al Perticale il 22 dicembre, subito dopo la terza dose, mi viene detto che il medico avrebbe mandato una mail alla Lombardia per dare comunicazione del booster effettuato. Quando mai. Comunicazione mai avvenuta e Green pass mai pervenuto. Il 9 gennaio mi reco allora all’hub vaccinale di Milano, palazzo delle Scintille e chiedo di fare un’ulteriore dose per ottenere così la certificazione. Il medico, però, si rifiuta e, parlando con il responsabile dell’hub, ho la conferma che i dati non sono stati inseriti né trasmessi. Ho scritto a chiunque, compresa la Regione Toscana, ho mandato un amico al Perticale, ma non ho avuto alcuna risposta. Di fatto, ho effettuato tre dosi ma il servizio sanitario nazionale fa in modo che le regioni non parlino fra di loro. L’autonomia va bene se porta a un’ottimizzazione del servizio, non se rende al cittadino problemi del genere».

«Questo paese ha il Covid e un virus diverso che è l’inefficienza – conclude Nocchi – Ho fatto la prima dose a giugno, al seconda il 14 luglio, esattamente sei mesi fa. Ho fatto anche il booster, ma per un problema non dipendente da me mi ritrovo in questa situazione allucinante che non mi pare ci sia l’intenzione di risolvere. Che dire, tornerò a Piombino e andrò dai carabinieri. Magari riuscirò a uscire da questa esperienza degna del miglior Kafka».

F.L.

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