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Portoferraiese muore A Pontedera 

Addio a Mellini morto a 80 anni dopo aver preso il virus in ospedale

Pietro Barghigiani
Addio a Mellini morto a 80 anni dopo aver preso il virus in ospedale

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Pietro Barghigiani

Portoferraio. Un cuore diviso a metà. Le origini, solide e coltivate da sempre, con l’isola d’Elba. L’infanzia e l’età adulta, con il lavoro e la famiglia, a Pontedera. Mario Mellini, 80 anni, padre e avi di Portoferraio, era entrato all’ospedale Lotti il 18 dicembre per un’operazione importante. Durante la degenza ha preso il Covid. È uno degli effetti collaterali anche in tempo di pandemia. Ammalarsi dove uno dovrebbe essere curato. Il destino per il pensionato è stato quello di un decesso con positività al virus.

«Il coronavirus è stato un’aggravante, ma non la causa principale» spiega una delle figlie dopo il funerale celebrato ieri pomeriggio al Sacro Cuore a Pontedera. Sposato con Anna e padre di Silvia e Serena, il pensionato, ex informatore medico scientifico, era nato a Pontedera il 3 settembre 1941.

Il padre con la famiglia era sfollato in Valdera lasciando Portoferraio.

«Mio padre era elbano, ma legato in egual modo anche Pontedera – prosegue la figlia – . Un cinquanta per cento di passione per entrambi i territori».

Prima di avere dei problemi di salute, Mellini era solito trascorrere lunghi periodi all’isola d’Elba dove continuava ad avere una casa. Era uno dei protagonisti della Lega navale “Il Grigolo” di Portoferraio che ieri l’ha ricordato con una commozione che è sintomo di affetto sincero. «Con Mario Mellini, infatti, non se ne va soltanto un amico e nemmeno credo, la tessera più vecchia e continua della Lega navale sezione di Portoferraio, ma soprattutto il socio più creativamente attivo in quegli anni che ho cercato di descrivere nei 22 capitoli settimanali di “C’era una volta il Grigolo” (pubblicati sul sito ElbaReport). Per sempre mi risuoneranno quelle parole appassionate: “Fate qualcosa per i giovani e per il Grigolo, cercate di riportare un po’ di entusiasmo e un po’ di sana gioia di vivere insieme”», scrive Michel Donati.

Mellini aveva scoperto Facebook e attraverso il social dava il suo contributo di memorialista per quelle storie di un passato lontano in cui metteva in fila figure e personaggi d’altri tempi. Un amarcord per la comunità portoferraiese che piange una nova vittima della pandemia e che senza il Covid avrebbe potuto resistere più a lungo agli acciacchi dell’età.

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