Sicurezza
«Cittadini lasciati soli tra burocrazia e disagi»
suvereto. Non ha dubbi l’associazione politico culturale Uniamo Suvereto, a cui di fatto fa riferimento l’opposizione in consiglio comunale. Sul cambio di medico a seguito del pensionamento di Pazzagli e l’arrivo di Fulceri «è caos perché tutti i pazienti sono costretti a fare il cambio del medico». Che prosegue: «Chi ha la possibilità può provvedere in autonomia facendolo online, gli altri invece devono recarsi presso l’ufficio amministrativo del distretto, che però nei primi giorni di insediamento del nuovo medico è chiuso: apre solo due ore di mercoledì e sabato e non è stato previsto un periodo di apertura diverso per far fronte alle necessità dei pazienti».
L’associazione mette in fila i disagi. «L’altra possibilità è spostarsi al distretto di Venturina. La Bottega della salute, altro punto che poteva essere di riferimento, è chiusa. Non si capisce come l’amministrazione comunale e la struttura sanitaria possono sentirsi garanti del diritto alla salute dei propri cittadini senza un minimo impegno affinché vi siano servizi commisurati ai bisogni di una comunità, evitando disagi, a partire dai più anziani, ai non autossufficienti e visto il momento di pandemia evitando file e assembramenti, che le autorità atte alla tutela della salute avrebbero il dovere di dimostrare di saper prevenire ed evitare».
La stima è che l’operazione del cambio del medico, coinvolga a Suvereto «più di mille cittadini e tra poco tempo riguarderà anche un altro numero altissimo della popolazione, per altro imminente pensionamento. Pertanto, non possiamo pensare che tali passaggi siano gestiti con questa mancanza di accortezza da parte di enti pubblici preposti. Oltre alla richiesta di servizi commisurati ai bisogni, è necessario studiare alche altre forme di snellimento burocratico».
Tra le proposte: «Il passaggio automatico dei pazienti al nuovo medico, in modo che solo chi preferisce altro medico, provveda liberamente a farlo in autonomia o agli uffici preposti. Altro possibile strumento sarebbe la via telefonica, che eviti disagi, spostamenti, file e assembramenti. Anche la via telefonica delle prenotazioni degli esami ematici, non si capisce perché a Suvereto, a differenze di altre realtà, non sia prevista e nonostante le richieste già poste, non sia presa ancora in seria considerazione, oltre la possibilità di accesso limitato diretto ai prelievi per i casi ritenuti urgenti».
L’associazione chiede fatti concreti «non basta dire che è “assolutamente necessario potenziare i sistemi socio-assistenziali, soprattutto nelle zone periferiche”, quando poi i cittadini si lasciano soli, nella burocrazia e nei disagi che compromettono maggiormente anche la loro salute».
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