Gioco
Al banco del caffè col super Green pass «I giovani sono i più disciplinati»
I baristi espongono cartelli per cercare collaborazione «La maggior parte dei clienti entra col certificato in mano»
Sara Chiarei
PIOMBINO. Vita più dura per i non vaccinati a seguito dell’ennesima stretta, in vigore fino al 31 marzo, con cui il Governo cerca di reagire al preoccupante numero di contagi. Da ieri, infatti, chi è sprovvisto di Green pass rafforzato potrà concedersi un caffè al bar solo da asporto.
«Per quanto riguarda il super Green pass al bancone - dice Vincenzo Cananzi, proprietario Bar Movida 2.0 e presidente Confesercenti - finora non abbiamo avuto problemi anzi, qualcuno si è mostrato perfino contento di doverlo esporre. Da ieri le cose sono cambiate, perché anche all’esterno del bar non si può più consumare, ad agevolare la gestione delle verifiche è sicuramente lo scarso numero di persone che si vedono in giro tra quarantene, casi di positività e paura. Trovo fondamentale – conclude - non finire in zona arancione o subire ulteriori restrizioni come l’obbligo di chiusura anticipata». No, dunque, alla consumazione di cibo e bevande sia all’interno che all’esterno del locale se non vaccinati; sì invece all’asporto che dovrà svolgersi nel tempo strettamente necessario alla consegna dell’ordine e relativo pagamento. «È difficile da gestire - dice Luca Bruni, bar Ice Palace - perché la gente dovrebbe già entrare con la certificazione in mano, si eviterebbero file e perdite di tempo. Invece molti fanno finta di niente tanto che proprio oggi ne ho trovati due non validi, e qualcuno se la prende persino con noi. Non è pensabile mettere una persona appositamente per effettuare questa verifica, con una maggiore collaborazione sarebbe tutto più semplice».
«È una situazione complicata - incalza Laura Doni, Caffetteria del Corso - alcuni arrivano col Green pass a portata di mano ma oggi due se ne sono andati arrabbiati perché volevano ordinare un caffè che potevo preparargli solo da asporto. Ciò che mi dispiace - conclude - è che molti clienti se la prendono con noi ingiustamente». C’è poi chi tutto sommato non ha riscontrato enormi cambiamenti rispetto al giorno prima, salvo un’accentuata insofferenza. «Al momento - dice Gianni Rizzi, Twenty caffè - con le nuove regole è andato tutto bene. Qualcuno, sebbene in possesso di super green pass, scuote la testa nel sentirsi chiedere ogni giorno di mostrare la certificazione, ma d’altro canto potrebbe risultare scaduta oppure sospesa per quarantena o positività».
«Grandi problemi non ne ho riscontrati - sottolinea Franco Giannelli, bar “La Bellavita” - perché ho avuto la fortuna di trovare clienti molto collaborativi, certo dovessi trovarmi a verificare e servire contemporaneamente molte persone sarebbe tutto rallentato, ma di questi tempi non c’è grande movimento». Federico Lenzi (Ghigo) proprietario del bar Bricc’o trovandosi in un centro commerciale a due passi dalle scuole utilizza l’asporto senza troppe difficoltà. «Ho trovato molta correttezz - dice - anche rispetto alle nuove regole, alcuni clienti mostrano il green pass ogni mattina prima ancora che sia io a chiederglielo. Quanto ai ragazzini delle scuole sono già abituati all’asporto, si affacciano chiedono uno schiaccino, pagano e vanno in classe». Altro bar collocato proprio nella via delle scuole, via della Pace, è “Lorenzo il Magnifico” ma anche qui, ci dice Barbara Ferrini, il primo giorno di nuove regole è scorso bene e semmai nel tempo si è verificato qualche problema, non è certo imputabile agli studenti. «I ragazzi - specifica - si dimostrano molto più disciplinati e collaborativi di quanto si pensi, entrano già col cellulare pronto per mostrare la certificazione. Talvolta però è capitato che alcune persone si siano dimostrate nervose o abbiano risposto in malo modo alla richiesta del super green pass».
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