Sicurezza
Il Palazzo della Vigna resta a Comunicare per crescere
Altri cinque anni di gestione della struttura affidati all’associazione Il gruppo ormai da tempo porta avanti progetti per ragazzi con disabilità mentale
SUVERETO. Orizzonte di cinque anni. Prosegue la gestione del Palazzo della Vigna da parte di Comunicare per crescere. La struttura ai margini del parco di Montioni resta destinata ad attività di carattere sociale. In particolare, proseguono i progetti per i ragazzi con disabilità mentali che l’associazione porta avanti a vent’anni.
Dalle lezioni di cucina ai corsi di apicoltura, ai laboratori creativi. Le occasioni per socializzare e favorire il confronto con il modo del lavoro sono numerose. «Tra i più seguiti ci sono i corsi di cucina perché insegnano a chi vi partecipa a sviluppare competenze utili per vivere in modo più autonomo – afferma la presidente dell’associazione Ania Franceschini –. E servono anche a formare personale che ci aiuti quando nella struttura ospitiamo altre realtà».
Comunicare per crescere, oltre a gestire la struttura di Palazzo della Vigna fino al 31 dicembre 2026, con possibilità di rinnovo per altri cinque anni in accordo con il Comune di Suvereto, ha sottoscritto anche una convenzione con l’Azienda sanitaria Toscana Nordovest attraverso la Società Valli Etrusche che garantisce all’associazione un minimo sostegno economico per le attività portate avanti di concerto con il servizio di Salute mentale.
Palazzo della Vigna è una realtà consolidata. Nell’arco di un anno al netto di chi arriva in estate nella foresteria sono un centinaio le persone che vi gravitano, compreso gli utenti che vi arrivano per partecipare ai diversi progetti.
«Abbiamo ripreso a fatica le attività considerato le restrizioni per la pandemia da Covid-19 – spiega la presidente –. I nostri ragazzi sono tutti vaccinati con la terza dose e ogni quindici giorni fanno comunque un tampone perché non possiamo abbassare il livello di allerta. In vista ci sono laboratori di intreccio e lavoro del legno e proseguiamo con il nostro fiore all’occhiello, che è il laboratorio delle api». Tra le attività interrotte a causa del Covid è il progetto avviato con la casa circondariale di Massa Marittima che prevedeva la presenza nella struttura di due detenuti a supporto dei progetti dell’associazione. «Prosegue invece il rapporto con il Tribunale di Livorno che ci affida persone per lavori socialmente utili e fronte dello sconto di pena». Che conclude: «Tra i nostri impegni c’è quello di informare i cittadini che molte volte hanno un’idea distorta verso le persone con un disagio mentale. Anche per questo abbiamo promosso progetti con le scuole superiori della Toscana per esperienze di comunità nella nostra foresteria. Perché è grazie allo stare insieme e fare attività condivise che ci si può chiarire le idee e abbattere le distanze. La nostra è una piccola associazione di familiari, avremmo bisogno dell’aiuto di altri volontari. Chi volesse conoscerci da vicino può chiamare al 338 6074495».
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